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Franco Mollica
Franco Mollica

Potenza, 2013-09-11 – Nel corso dell’intervento sulla questione della chiusura del tribunale di Melfi nel consiglio regionale di oggi 10 settembre, il consigliere regionale del gruppo consiliare Unione di centro, Francesco Mollica di Venosa ha dichiarato: “La chiusura del tribunale ed il continuo depauperamento del territorio, già privato di importanti servizi nel settore sanitario, danneggia i cittadini che per accedere alla giustizia subiranno ulteriori costi e ritardi per vedere tutelate le proprie ragioni ed i propri diritti.

Il discorso non deve limitarsi all’aspetto penale della giustizia, che già da solo potrebbe bastare, essendo il territorio del Vulture Melfese, per la vicinanza alla Puglia, facile terreno per infiltrazioni della criminalità organizzata, ma occorre tener conto della presenza a San Nicola di Melfi di un importante polo industriale, quale appunto l’insediamento Fiat, che da solo attiva una serie di problematiche nella materia del lavoro.

L’aspetto che maggiormente destabilizza nella gestione delle proroghe e delle tutele concesse ad altri tribunali in altre regioni è il non riconoscimento alla nostra regione dell’importante ruolo svolto sul piano dei contributi che vengono forniti all’intero paese dalla Basilicata. Il riferimento ovviamente è alle risorse che la nostra Regione mette a disposizione dell’intero Paese, dall’acqua al petrolio.

Sembra inoltre che solo chi urla viene ascoltato ed ha ragione, mentre i toni ed i modi pacati ed educati, che da sempre caratterizzano i modi di agire del popolo lucano, non vengano ascoltati.

E’ allora il momento di fare sentire la nostra voce, e bene hanno fatto a Melfi a bloccare il trasferimento dei fascicoli, occorre porre in essere azioni eclatanti anche se deve essere chiaro che l’azione a difesa del tribunale di Melfi non è diretta a contrastare la difesa di altri presidi regionali ma è mirata a garantire la giustizia ad quel territorio.

L’operato posto in essere dal sottoscritto a difesa del tribunale di Melfi non inizia oggi, né si limita alla proposizione, unitamente al consigliere Navazio e agli altri, dell’avvio della procedura del referendum abrogativo di cui oggi stiamo discutendo, ma risale all’anno scorso con la presentazione di mozioni con cui si chiedeva alla Regione di stanziare risorse per garantire il mantenimento del tribunale di Melfi e con la presentazione ad ottobre scorso della proposta di legge di modifica dei criteri per la riforma delle circoscrizioni giudiziarie che, approvata all’unanimità dal questa assise, è rimasta lettera morta in Senato.

L’auspicio è che l’intero consiglio sia compatto nell’approvare il provvedimento di adesione al referendum abrogativo e che domani si arrivi all’incontro con il Ministro alla Giustizia con le delibere e gli atti pronti”.

Lorenzo Zolfo