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Il brigantaggio lucano

Il 7 aprile del  1861: inizia la lunga estate vittoriosa del brigantaggio lucano da Lagopesole,a Venosa,a Melfi,a Calitri,a Lavello…Il 7 aprile nel bosco di Lagopesole si riuniscono 500 uomini di tutta la zona intorno;essi appuntano per riconoscimento coccarde rosse sul cappello,alzano la bandiera di Francesco II ed eleggono Crocco come loro generale;luogotenenti e capi delle varie bande subito formate sono Ninco Nanco, Coppa,il francese Langlois,Caruso ed altri. Per prima cosa i briganti conquistano l’antico castello dei Doria,poi iniziano la marcia verso i loro paesi di origine,prendono Ripacandida e Ginestra,il 10 sono a Venosa,poi il 14 a Lavello infine marciano su Melfi. A Venosa fu il popolino ad aprire loro le porte.Mentre da una parte si sparava,dall’altra,l’ingresso al paese corrispondente al quartiere più misero ,si agitavano dalle finestre le lenzuola del letto in segno di pace e di rivolta borbonica.Furono uccise dai briganti tre persone,a Melfi invece non vi furono vittime.Narra marco Monnier in Notizie storiche documentate sul brigantaggio nelle provincie napoletane.La sommossa non fu,a Melfi eslusivamnte plebea e comunista.Eccitata dai notabili prese un carattere assai diverso e moderato,nacque da una cospirazione e fu frenata dai suoi stessi capi,insomma fu una vera e propria insurrezione.

E Crocco;…fui accolto al suono delle musiche da un comitato composto dalle persone più facoltose della città,mentre suonavano a distesa le campane a festa e dai balconi gremiti di persone e parati di arazzi variopinti le donne lanciavano fiori e baci…alla sera del mio ingresso nella città ci furono luminarie,feste,balli e badorie..Intanto nei paesi infuriava la guerra di classe;appena avvistati i briganti i popolani insorgevano dandosi al saccheggio,i possidenti scappavano verso le zone presidiate dall’esercito piemontese,venivano incendiati il comune,l’ufficio del catasto,la gendarmeria e tutte le sedi del potere statale.Quando i bersaglieri occuparono i paesi reazionari; vi tornavano  anche i propietari. Intanto si organizzava i rastrellamento,si incendiano i quartieri più poveri,cominciavano le fucilazioni:si instaurava il terrore insieme al potere di quelli stessi che erano fuggiti. “Da:Il brigantaggio Meridionale -Cronaca inedita dell’Unità d’Italia a  cura di Aldo De Jaco.