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nonstiamosereniPotenza, 2014-04-23 – “Caro Matteo noi non stiamo sereni”. È questo lo slogan (che è diventato anche un hashtag da usare sui social network) della campagna nazionale di mobilitazione, che i segretari regionali di SPI CGIL, FNP CISL e UIL Pensionati hanno illustrato oggi e che sarà articolata in numerose iniziative sul territorio (la prima nella mattinata del 29 aprile prossimo sul piazzale della Regione Basilicata), per chiedere al Governo Nazionale risposte serie e strutturate sui temi principali della piattaforma rivendicativa unitaria (lavoro, sviluppo, tutela del reddito, occupazione, welfare pubblico e solidale, legge sulla non autosufficienza, lotta agli sprechi e ai privilegi, estensione delle riduzione delle tasse anche ai pensionati) attraverso una raccolta firme e l’invio di una cartolina (in tutto saranno più di 1 milione) da consegnare al Presidente del Consiglio entro il mese di giugno, in una manifestazione ad hoc che sarà organizzata. “Dopo le promesse – dichiarano le categorie dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil – arrivano le amarezze, e i pensionati Lucani sono i primi a non aver apprezzato le parole del primo ministro Matteo Renzi sui famosi 80 euro.

Esclusi dai proclami del premier, che ha annunciato di voler aiutare i lavoratori dipendenti con stipendi inferiori ai 1500 euro mensili, i pensionati (molti al minimo, come in Basilicata, con pensioni intorno ai 5-600 euro) non ci stanno e chiedono di estendere anche a loro, ai lavoratori precari, agli incapienti (cioè coloro che hanno meno di 8.000.00 euro di reddito l’anno) i nuovi benefici. A livello regionale abbiamo scritto al governatore Lucano per aprire un confronto, a tutto tondo, in coerenza con quanto contenuto nel Piano del Lavoro unitario e nei contributi inseriti proprio dai pensionati. Appena la finanziaria regionale sarà approvata, inoltre, chiederemo che si dia corso ad un tavolo di confronto e di lavoro per la soluzione dei problemi relativi alla non autosufficienza ed ai piani sociali di zona”.
Alla conferenza stampa hanno anche partecipato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil i quali hanno sottolineato come il Governo nazionale stia lavorando in maniera schizofrenica. Da una parte ha la buona intuizione di rilanciare i consumi interni con “l’operazione 80 Euro” (fino a oggi tutti erano convinti che l’economia del Paese si potesse reggere solo sulle esportazioni, oggi si comincia a parlare anche di mercato interno e di rilancio delle spese fondamentali), ma dall’altra riducendo la platea dei beneficiari limita la funzione anticiclica della scelta. “La povertà e il bisogno non sono una condizione legata al tipo di contratto o all’età, ma deve necessariamente essere connessa al reddito.

Povero può essere il pensionato, il lavoratore precario, la finta partita IVA, gli autonomi costretti ad esserlo solo per necessità dettata dall’unico committente e non per scelta”.
“Quello di cui realmente abbiamo bisogno – hanno continuato CGIL, CISL e UIL e relative federazioni dei pensionati – sono delle strutturate politiche industriali e di sviluppo, che assumano come strategici i nuovi settori a valore aggiunto e il welfare come volano occupazionale. Le politiche industriali devono servire a riattivare l’offerta, attraverso il rinnovamento di un apparato produttivo che dalla crisi è uscito ridotto per ben un terzo (la seconda guerra mondiale ne distrusse il 44%). Bisogna guardare al futuro con tanta voglia di valorizzare le persone e di credere in un nuovo modello che sia inclusivo e non esclusivo assumendo settori come la cura del territorio, del patrimonio ambientale e culturale, dei servizi alla persona, della formazione, come i settori principali su cui investire.

Su base regionale, poi, la situazione non cambia di molto, anzi se può peggiora, con una legge finanziaria regionale che impostata su poche e chiare emergenze, su segnali importanti (insufficienti per quantità ma dal giusto taglio, si pensi al rifinanziamento dei piani sociali, da migliorare come nel caso dell’articolo 15, ecc.) sta diventando sempre più un assalto alla diligenza, dove si cerca di dare contentini qua e la, senza pensare ad un serio progetto di sviluppo per la comunità. “In conclusione, occorre recuperare uno spazio di vertenzialità – concludono i segretari generali di SPI Cgil, FNP Cisl, Uil Pensionati, Cgil, Cisl e Uil – in cui inserire proposte strutturate per affrontare temi delicati come la protezione dell’infanzia e la tutela della condizione degli anziani.

È per questo motivo che, nell’ottica di difendere non solo i diritti dei pensionati, ma anche quelli di tanti giovani senza lavoro e dei non autosufficienti ad avere un adeguato stato sociale, che invitiamo tutti: pensionate e pensionati, giovani, lavoratrici e lavoratori a sostenerci nella raccolta firme, a firmare e far firmate le cartoline che verranno distribuite sui territori, anche attraverso iniziative mirate davanti alla sede della Regione Basilicata, delle Prefetture di Potenza e Matera, dei maggiori comuni lucani e ovviamente, per quanto riguarda i temi regionali, a sostenere lo sforzo del sindacato a mettere in campo le priorità contenute nel Piano del Lavoro per creare occupazione nel breve periodo. Sapendo che ognuno dovrà fare la propria parte mettendo in campo ogni azione utile a raggiungere risultati concreti”.Fonte:AGR