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archival lectio magistralisMatera – Ci eravamo lasciati nell’imprevista pioggia di una sera di luglio, quando Piazza San Giovanni, “mappata” dal collettivo Archival, si trasformava in uno spazio psichedelico dove l’architettura diveniva protagonista in un consonante connubio con la musica…Qualche mese dopo, la pioggia colpisce ancora. “Archival Chapter II” stupisce stavolta portando a Matera Guillermo Vazquez Consuegra, tra i più noti architetti spagnoli contemporanei.

Il Maestro ha tenuto una lectio magistralis martedì 18 ottobre in una gremita Sala Levi di Palazzo Lanfranchi, affrontando i temi del suo pensare l’architettura. Ricercatore paziente di forme essenziali, attento studioso dei dettagli, decodificatore della luce come massima espressione di architettura, Consuegra, cresciuto a pane e linea pura, si è laureato nella Spagna post-franchista presso la Scuola di Architettura di Siviglia, la città dorata anima del vivere andaluso che ospita gran parte degli edifici da lui realizzati.

Dal giardino di Olivares al Padiglione dei Congressi di Siviglia, passando per edilizia popolare, musei, stadi, parchi, palazzi congressuali, tutte opere progettate nel nome di un unico credo: l’architettura al servizio dell’uomo, perché, a suo dire, l’architettura che ignora l’uomo è innecesaria. Le sue sono volumetrie pure, funzionali ed essenziali, dove l’ornamento è delitto e la ricerca formale il fine.

Opere sospese tra antichi ricordi di Aldo Rossi e Carlo Aynonimo…il passato che plasma il presente. Nessun monumentalismo, ma sensibilità per il manufatto urbano, attenzione al contesto e l’idea che diventa progetto, purché preceduto da attenti schizzi.

“L’architettura raggiunge la sua essenza quando diventa materialità della supposizione.” L’eredità più grande gli viene da Aldo Rossi, cioè di intendere la città come espressione formale della storia, l’architettura come risultato di una ricerca ancorata alla realtà del luogo.

Guillermo Vazquez Consuegra
Guillermo Vazquez Consuegra

In questa ricerca, il progetto è solo lo strumento idoneo a trasformare l’ambiente urbano per soddisfare esigenze reali. L’essenzialità delle forme in Consuegra ha una protagonista indiscussa: la luce, che plasma l’abitare, definisce magistralmente lo spazio interno, segnalando l’andare del tempo e modificando costantemente la forma, divenendo sprone per l’evoluzione dell’uomo.

Consuegra espone i suoi progetti, parla di idee, confuta dogmi con la magistralità di chi domina la tecnica e attinge dalla storia. L’Unibas, attraverso il collettivo Archival, sensibilizza in tal modo la comunità materana aprendosi all’esterno (e all’estero?).

Che Consuegra possa diventare visiting professor? Un anacronismo? Non tanto blando per il Dicem materano che, con realtà collettive come Archival e Baumart, consente di far dialogare le istituzioni accademiche con il mondo produttivo e con le componenti creative dell’architettura. E non è un male. Anzi. Un’inconsapevole eccezione nella Matera che è già richiamo per il mondo intero.