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Ginestra Mirko e la moglie colloquio con un'anziana arbereshe di Ginestra
Ginestra Mirko e la moglie colloquio con un’anziana arbereshe di Ginestra

Ginestra – Nei paesi del Vulture, Ginestra,Barile e Maschito,fondati dagli albanesi alla fine del 1400, nei giorni scorsi, in una soleggiata giornata di agosto,è stato in visita Myrte Zaminxhaj e la moglie Lumturi, originari di Durazzo ( Albania), ma residente ad Empoli ( Fi) da molti anni, dove è stato tra i promotori della costituzione di una comunità albanese, che attualmente conta circa 2000 persone.

In Italia è giunto nel 1991, dopo la grande fuga dall’Albania dei 27 mila a bordo di decine di imbarcazioni, nel porto di Brindisi.Fuggivano da un paese in crisi e sognavano un futuro migliore. Il desiderio di Mirko, dopo 25 anni, quello di conoscere altri centri fondati dagli avi, si è avverato. La sua prima tappa è stata Barile,accolto da Antonio Volonnino della pro-loco e Juan Belluscio, un argentino di Barile, l’altra tappa Maschito, dove ha conosciuto il prof. Vincenzo Cucci, fondatore dell’associazione Vatrarbereshe in Chieri (To)) che durante l’anno promuove iniziative a favore della lingua arbereshe.

Il suo giro si è concluso a Ginestra,ha visitato le due chiese arbereshe, ha parlato in arbereshe con alcune famiglie che incontrava e naturalmente non poteva mancare la visita a zia Fiorina Petagine, ultranovantenne, da sempre una miniera della cultura arbereshe, dove la coppia di Durazzo, si è commossa quando l’anziana signora di Ginestra, ha cantato in albanese una invocazione alla Madonna di Costantinopoli, nella quale chiedeva la protezione verso i bambini, i malati e gli anziani. Prima di rientrare ad Empoli, Mirko ha lasciato alcune dichiarazioni: “ sono arrivato in Italia nel 1991 insieme a tanti fratelli albanesi, dopo 16 ore di viaggio.

Ginestra mirko e moglie mentre parlano in albanese con famiglie del posto
Ginestra mirko e moglie mentre parlano in albanese con famiglie del posto

Ho trovato lavoro a Brindisi, in seguito mi hanno raggiunto il resto della famiglia. Trasferitomi ad Empoli ho fondato l’associazione “Epidamnus-Durazzo” esponendo foto sul mio Paese, libri, organizzando feste sulle tradizioni ed enogastromia. Ho creato l’angolo del libro arberesh nella biblioteca comunale, regalando 700 libri. Per non far perdere la lingua ogni famiglia insegna ai propri familiari l’albanese, ho tre nipoti che fanno a gara per parlare in questa lingua, dando in cambio dei premi in denaro. Ho scritto un libro sull’amicizia tra Italia-Albania, partita diecimila anni fa. Mi auguro che questa lingua, non da tutti parlata, non venga perduta nei paesi che ho visitato in questa zona del Vulture”.