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Uva invenduta preoccupati gli agricoltori1Ginestra, 2013-11-06 – La crisi investe tanti settori, è ormai risaputo, anche quello agricolo. Da poco, nel piccolo centro del vulture, si è conclusa la raccolta della vendemmia. L’annata è stata buona. Nonostante la buona qualità dell’uva, tanti agricoltori non sono riusciti a trovare compratori per cui nelle proprie cantine giacciono quintali di uva. C’è chi è stato costretto a comprare altri recipienti per contenere il vino come l’agricoltore Michele Alamprese: “è da una vita che coltivo vigneti, adesso sono arrivato al punto che taglierò tutto. I figli hanno preso altre strade. Sono riuscito a vendere l’uva, altra mi è rimasta e sono stato costretto a comprare altri recipienti per trasformarla in vino. E’ impossibile investire nell’agricoltura, i giovani non ne vogliono sapere e poi la Regione non dà incentivi giusti per mantenere in vita questa attività.

Basta una grandinata per mandare all’aria un anno di lavoro”. Anche Donato Pepe è arrabbiato: “ una volta arrivavano commercianti dalla vicina Campania e sgomitavano per accapparrarsi questo prodotto prelibato. Sembra che la crisi abbia colpito anche l’agricoltura. Mio figlio, ha 80 quintali di vino invenduto, uva già trasformata in vino in tini di plastica e presto saranno trasferiti in cisterne di acciaio, più sicure e comode. Probabilmente, ci manca un buon marketing di commercio del vino. Le cantine di Ginestra sono piene di questo nettare. Ci auguriamo che qualche buon intenditore e bevitore di aglianico si faccia vedere nelle nostre cantine”. E pensare che perfino i cinesi, nei giorni scorsi sono giunti a Venosa presso la cantina sociale a conoscere questo vino, tanto decantato dal poeta latino, Quinto Orazio Flacco nelle sue poesie.

Lorenzo Zolfo