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Ginestra (PZ), 06/16/2014 – Un 14 giugno da non dimenticare nel piccolo centro arbereshe, di poco più di 700 abitanti. Il paese è stato all’attenzione internazionale di uno studio sulle tradizioni popolari e sulle piante alimentari e medicinali del Mediterraneo, per il 2° anno consecutivo. I Proff. Judy Raggi-Moore e Cory Labrecque (Emory Università, Dipartimento di Studi Italiani) con 46 studenti della Emory Università (Atlanta, Georgia, Stati Uniti) nell’ambito del progetto interdisciplinare “Italian and Medical Humanities” sono giunti a Ginestra per conoscere la storia Arbëreshë e le tradizioni mediche della Regione. Il Programma di studi italiano, che da 28 anni, questa università attua con visita in Italia, offre agli studenti un’immersione autentica, unica e molto intensa nella cultura italiana, la letteratura, l’arte, la storia, la religione e attualità. Promotrice di questa visita a Ginestra, la prof.ssa Cassandra Quave, docente di Etnobotanica presso l’Emory Università e centro di studi Salute Umana.

La prof.ssa Quave è già stata più volte a Ginestra dove alcuni anni fa ha pubblicato e presentato un libro dal titolo: “Medicina popolare del Vulture” che fornisce informazioni, dopo anni di studio effettuato nel centro arbereshe sui meccanismi della trasmissione della conoscenza tradizionale tra generazioni, riguardanti la ricerca etnobotanica e quella etnomedica di quest’area del sud Italia unica per la presenza di due culture: quella italiana e quella etnica albanese (Arbereshe). La prof.ssa Quave, conosce il territorio del Vulture, ha sposato un cittadino di Ginestra, e vive in Georgia, ha svelato un importante risultato raggiunto dalla Università americana: “da uno studio effettuato dalla nostra università, abbiamo scoperto che dalla pianta di More che cresce spontanea nel mediterraneo (nome scientifico Rubus Olmifalius-nome arbereshe:Ferr), dentro le radici c’è un gruppo di sostanze chimiche che hanno una forte valenza contro i batteri che causano infezioni alla pelle, alle orecchie ed ai polmoni.

Ginestra degustazione cibi arbereshe
Ginestra degustazione cibi arbereshe

I nuovi studenti giunti a Ginestra, facenti parte del programma d’Italiano, stanno effettuando un lungo tour in Italia, partito il 13 maggio scorso e terminerà il 25 giugno, per apprendere usi, costumi e tradizioni di questo Stato. Ad ospitare questa folta delegazione l’Amministrazione Comunale,presente il Sindaco dott. Giuseppe Pepice ( che ha ricevuto dagli studenti americani una targa di ringraziamento per l’ospitalità con un augurio: “ che questo rapporto possa continuare per i prossimi anni”), il vice Sindaco, Fiorella Pompa e l’assessore Michele Tucciariello. Gli studenti hanno iniziato la giornata con una visita ad un vigneto della famiglia Caputo, dove hanno conosciuto i cibi locali selvatici (liakra), piante medicinali, e le piante alimentari coltivate (Canna, Ortica, Cicoria,Malva,Cacciadiavolo,Cardo, Gramigna). Renato, della famiglia Caputo, ha tenuto una lezione sul tartufo con lezioni pratiche col cane Lola. Dopo la lezione sulle piante locali tenuta dalla prof. Quave, gli studenti sono stati informati dal prof.ssa Antonietta Perrotta,visitando la chiesa madre di San Nicola Vescovo, sulla storia Arbëreshë di questa comunità.

Il tour del paese è proseguito con la visita all’Orto Etnobotanico.In piazza A.Raffaele Ciriello, nel caratteristico Arco Forno, hanno degustato i cibi tradizionali di Ginestra (orecchiette, zuppa di ceci (cichierch), peperoni croccanti,fiori di Zucchine, minestra di verdure con cipolla con uova (ciambotta), Focaccia(P’Z’Fugliat)il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino, aglianico del Vulture) nel Borgo dei Sapori (è un museo all’interno del nucleo storico del Comune costituito da una rete di locali che ospitano le diverse fasi della gastronomia locale e della trasformazione agroalimentare. Apprezzati i costumi arbereshe maschile e femminile.Il programma ha incluso anche dimostrazioni nella Bottega del Grano, Bottega dei Pastori, Bottega dell’Olio e delle Erbe, e Bottega del Vino. Entusiasti di questo centro gli studenti americani. Alessandra Caprites, al 2° anno di studio, ha origini Carabi: “la lezione della docente Cassandra è stata utile perché ci ha fatto toccare con mano, quanto spiegato in classe.

Il mangiare è stato squisito, ho apprezzato i fiori con le zucchine e le cipolle con uova”. Chris Diglio, origini italiane, mamma di Bologna e papà di Caserta, ha aggiunto: “sono stato colpito dall’ospitalità, tipica dei paesi del Sud Italia e dal contatto umano e socializzante con la gente”.Garret kcyes, americano, ha apprezzato il mangiare genuino e saporito dei piatti, accuratamente preparato dalle massaie: “ in America è tutto tecnologico, il mangiare esce dai robot”. Muna Mohamoud, una somala che studia in America ha apprezzato le icone bizantine e la storia della chiesa madre di San Nicola Vescovo. Agli studenti, prima di prendere il pullman, destinazione Matera, è stato fatto dono di un dolce locale, dalle forme varie e fantasiose ( Cuddac).