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Rosa Pepice
Rosa Pepice

Ginestra (Pz), 05/27/2014 – E’ venuta a mancare in Torino lo scorso 25 maggio, dopo una lunga esistenza, Rosa Pepice, vedova Campanella, morta all’età di 101 anni.Zia Rosa (come la chiamavano tutti a Ginestra) si trovava a Torino, dalla figlia Cornelia, è morta serenamente. Ogni anno ritornava a Ginestra, per trascorrere l’estate nella casa di famiglia, con la figlia, dopo un lungo viaggio in macchina, senza accusare stanchezza. Lo ha fatto per oltre 30 anni, ogni volta che arrivava a Foggia, sentiva l’aria di casa. L’amministrazione comunale e la parrocchia San Nicola Vescovo, nell’agosto di due anni fa, alla festa patronale, durante la processione della Madonna di Costantinopoli, le ha tributato un gradito omaggio: una targa per la conquista del secolo di vita ed un bel mazzo di fiori. Rosa Pepice, tanto devota alla Madonna di Costantinopoli, alcuni anni fa, donò una corona in argento.

Mamma di cinque figli: Filomena,Cornelia, Pasqualino,Carolina e Lucio, ha lasciato10 nipoti e 14 pronipoti. Rosa Pepice, Alla domanda qual è il segreto per arrivare a 100 anni, rispondeva: “lavorare e mangiare tutto, soprattutto con un pizzico di piccante.Peperoni e cipolle sono i miei piatti preferiti, la carne la evito”. I figli ed i nipoti, al compimento dei 101 anni a Torino hanno celebrato una messa di ringraziamento ( tutti i nipoti hanno fatto i chierichetti).

Una delle nipoti, Tiziana Caprario ha detto: “Cara nonna Rosa, tanti auguri per i tuoi 100 anni e grazie buon Dio per averci dato la possibilita’ di essere oggi qui a festeggiare questo compleanno. Grazie, per aver dato l’opportunita’ ai suoi figli di godere cosi’ a lungo del dono piu’ prezioso per un figlio, la propria mamma. Grazie, per aver dato a noi nipoti la possibilita’ di avere una figura cosi’ importante nelle nostre vite come la nonna. E grazie per aver dato ai nostri figli una nonna bis che con le sue storie riesce sempre ad incartarli, specie quando gli racconta di quando era piccola, com’era la vita durante le guerre che non esistevano le macchine, e che per comunicare usavano il telegrafo altro che …i telefonini.

Grazie perche’ con questi 100 anni le hai dato la possibilita’ di vivere una vita piena, fatta di tanti sacrifici, duro lavoro
tante gioie ma anche immensi dolori..Ma e’ attraverso tutto questo che ha saputo trasmetterci principi e valori:il valore della famiglia, il senso della fatica del lavoro, e  l’attenzione anche alle  piccole cose. ….Grazie buon Dio per averci regalato questo giorno che per noi e’ molto prezioso e speciale..tanti auguri nonna”.