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Ginestra il professore  Antonio Romano riceve un premio
Ginestra il professore Antonio Romano riceve un premio

Ginestra, 2013-07-08 – “Dal rapporto “Professioni e Lavoro nel 21° secolo”, curato dal think tank Glocus che è stato presentato a Roma nei giorni scorsi, ad avere un futuro professionale ed economico garantito, sono i “carpentieri digitali” e i tecnici o operai 2.0 (NEW WORK) che sanno tutto, di nuove tecnologie” a dichiararlo è il prof. Antonio Romano, esperto in Risorse Umane, laureato, imprenditore con una lunga esperienza professionale. “Entro il 2015/2016–continua il prof. Romano- si prevede che in Europa, ci saranno circa 1 milione di posti di lavoro che si creeranno e che nessuno o pochi saranno in grado di occupare a causa della scarsità di figure professionali dall’information and comunication tecnology.

Le posizioni del futuro saranno le seguenti: progettisti di sistemi informatici, consulenti di software, analisti e sviluppatori di applicazioni, esperti di usabilità e accessibilità, medici ed operatori sanitari specializzati nell’assistenza domestica grazie alla domotica, ingegneri esperti nelle tecnologie a basso impatto ambientale, esperti di sicurezza dei sistemi, esperti in automazione domestica e industriale.

“Competenze trasversali e aggiornamento continuo sono le parole chiave delle professioni nell’era 2.0 (New Work), dove aggiornarsi non vuol dire modificare il proprio profilo professionale, bensì aggiornare e potenziare le proprie competenze specifiche, ridisegnandole e arricchendole in funzione del nuovo ambiente digitale e del loro diverso impatto sui diversi settori”. Aggiornarsi è l’unica parola d’ordine esistente in tutt’Europa ma in alcuni Paesi in particolare. L’Internet Economy italiana contribuisce alla formazione del Pil appena per il 2% rispetto la media europea del 4%, qualora raggiungessimo quest’ultimo valore, è come se avessimo ogni anno 4 finanziarie italiane.

Di fronte a quest’analisi bisogna cambiare radicalmente le politiche del lavoro, della formazione pubblica e privata in Italia e delle stesse Università Italiane”.

Lorenzo Zolfo