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Ginestra – Nel piccolo centro arbereshe la raccolta firme contro il finanziamento del partiti ha prodotto un risultato sicuramente positivo, più di cento cittadini hanno firmato, un record, vale a dire il 15% degli aventi diritto al voto. Mentre, su un altro referendum che parla di abrogazione parziale indennità parlamentari, con scadenza 30 luglio, al Comune non ne sanno niente, anzi non è pervenuto nessun modulo. La stessa cosa è successo nei centri limitrofi come Ripacandida (sembra che non siano giunti neanche i moduli per firmare contro il finanziamento dei partiti), Venosa. La scarsa propaganda fatta dai mass-media ha portato a questa poca conoscenza di questi referendum. E pensare  che il Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261) ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica. La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012. (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012). Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare.  Attualmente ai membri del Parlamento, tra i tanti benefici, è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e
delle Commissioni. “Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali. Non è che per caso c’è un forte connubio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica? Meditate gente. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta. La notizia è poco nota e quindi viene diffusa solo attraverso facebook. E’ solo un piccolo passo, visto che tutta questa legge meriterebbe una
bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica” riferisce Tommaso Campera, originario di Maschito,un indignato che risiede in Piemonte e che via facebook (l’unico mezzo per diffondere notizie nascoste dagli altri mass-media) ha invitato gli utenti ad andare a firmare. Angelo Martino componente del Forum Giovanile di Ripacandida, aggiunge: “se volete continuare ad indignarvi vi consiglio di andare nei Vostri comuni e chiedere dei moduli di questa fantomatica raccolta firme, ne sentirete delle belle”.

Lorenzo Zolfo