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Ginestra scuola primaria
Ginestra scuola primaria

Ginestra, 2013-05-18 – Anche nel piccolo centro arbereshe ha destato incredulità la notizia della morte di Carmen Calciano, insegnante di Tolve, strappata alla vita da un terribile incidente stradale alle ore 10,30 circa, del giorno 16 maggio 2013, mentre andava a scuola. Ha lavorato nella scuola di Ginestra nell’anno scolastico 2007- 2008. E’ ricordata così dalla responsabile della scuola primaria, Teresa Parisi, che parla a nome di tutto il personale scolastico: “Non sono le parole di cordoglio, quelle che so esprimere meglio, eppure oggi, di cordoglio si tratta: una grande e profondissima commozione, che ci avvolge tutti come una corazza. Non sono la tristezza e il dolore che ispirano, di solito, i miei pensieri, eppure è tristezza senza fine. Non è la perdita di una persona, che mi suggerisce parole, ma la felicità che scaturisce dall’incontro di anime simbionti; l’affinità elettiva che avvicina, ad un certo punto della vita, esseri diversi, che mai forse avrebbero pensato di incontrarsi, eppure si trovano e si scoprono, regalandosi emozioni. Non è la morte, ma la vita che semmai m’ispira…e pensando a Carmen non ci riesco proprio a pensare alla morte. Lei è qui, la vedo gioiosa in mezzo a noi, nella nostra scuola, fra i nostri bambini e sono così lieta di poter dire che ha vissuto con noi un bellissimo anno scolastico: era il 2007. Lo diceva sempre e sempre rimpiangeva i bei momenti vissuti insieme. Ricordava quell’anno con una luce speciale negli occhi e oggi, è quella luce che ricordo, felice che ognuno di noi, in qualche modo, abbia contribuito ad accenderla. Ogni giorno arrivava puntuale a scuola, leggera ed elegante, sempre sorridente. Certamente pesava lo stress della distanza casa-scuola, il viaggio di ogni giorno, le condizioni atmosferiche, i problemi quotidiani, quelli di tutti, ma quel sorriso, per i bambini e per noi, c’era sempre:”E’ bello stare qui !” Aveva una sensibilità straordinaria, una capacità introspettiva quasi pignola. Non c’era niente nella sua esistenza, che scorresse senza lasciare un segno, magari impercettibile. Attraverso i suoi occhi neri e profondissimi, percepivi il desiderio di vivere intensamente ogni attimo: perciò dava un senso anche alle più piccole cose. Cercava sempre di stabilire un contatto vero con quelli che incontrava. Non indossava maschere, se non per celare con garbo e pudore la propria intimità,ciò che la toccava o l’aveva toccata profondamente o che apparteneva soltanto a lei. Quando l’anno scolastico è finito, ci ha scritto una lettera, che conservo ancora; ha dedicato un pensiero ad ognuno di noi e tutti i pensieri, avevano colto l’essenza di ciascuno: non ci aveva conosciuto invano.

 E’ proprio l’essenza della vita quella che ha sempre veramente cercato. Troppo preziosa la vita per essere svilita o banalizzata o delusa. Mi viene da pensare che lei non abbia vissuto una vita sola, ma tante vite insieme, riuscendo a dilatare ogni momento, emozione, sentimento e vivendola mille e mille volte ancora, anche attraverso i tanti libri, che amava leggere e dai quali traeva pensieri, spunti. riflessioni immagini.Tutto contribuiva ad arricchire il mosaico prezioso della sua vita: “se no che vita è?”Doveva essere piena, intensa, perfetta. Bisognava coltivare lo spirito ed esprimere con forza e passione le proprie idee, difendere ciò in cui si crede, prima fra tutti la propria libertà e bisognava amare se stessi, abbastanza da non essere ostaggio di niente e di nessuno. Bisognava difendere la propria anima da chi pretende di ingabbiarla negli stereotipi più retrivi.

“L’orgoglio di essere”, così è Carmen, ” E’ ” e non “era” perché lei è qui in ognuno di noi.

Ciao amica carissima. Un pensiero affettuoso anche a Lucia che è lì con te.”

Lorenzo Zolfo