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Ginestra – Il prossimo 8 agosto nel centro arbereshe prende il via la quindicesima sagra dei piatti tipici locali. A cura della pro-loco “Zhurian”, presieduta da Massimo Summa, in piazza Risorgimento, comodamente seduti, centinaia di locali ed altri provenienti dai paesi limitrofi, si ritrovano per degustare alcuni piatti tipici della cucina arbereshe, un menù ricco di antipasto salsiccia, capocollo, sopressata, frittata di zucchine e pettole. Il primo cavatelli e fagioli. Un secondo peperoni e salsiccia e Verdhet. Frutta fresca e secca, dolci. Vino locale, aglianico doc del vulture. La serata è stata allietata da musiche e balli del duo Mario e Eulalia. E’ un evento che si ripete da tanti anni e riesce anche grazie alla presenza dei tanti emigranti. Sarà presente anche il prof. Vincenzo Cucci, originario di Maschito, presidente dell’associazione “Vatrarbereshe” di Chieri (To), riconosciuta dalla Regione Piemonte come associazione che promuove il recupero ed il rafforzamento di una lingua minoritaria.  “Gli albanesi, i greci hanno lasciato nella terra di Basilicata tracce indelebili negli usi e nei costumi di questa Regione e si organizzano “saggi ed assaggi” nelle lunghe ed assolate giornate di agosto con percorsi guidati di autentica olimpiade di gusto ed appassionata competizione nel mostrare le proprie risorse e capacità. Ginestra ne è un esempio con la sagra dei piatti tipici arbereshe” -riferisce il prof. Giuseppe Zito, Docente di Laboratorio di Cucina presso l’I.P.S.S.A.R. di Melfi, presente più volte nelle passate sagre di Ginestra. La pro-loco “Zhurian”, attivo dal 1997, ha tra i suoi compiti ha il recupero e la valorizzazione di antichi sapori. L’attuale pro-loco è presieduta da Massimo Summa e  per la riuscita di questa sagra si avvale della collaborazione a titolo gratuito di valide massaie del posto. Durante la sagra, una novità introdotta da quest’anno, si svolgerà un concorso tutto in lingua arbereshe, saranno invitati, tra i presenti, giovani e non che si cimenteranno  in rime, detti, filastrocche e proverbi in lingua madre. Sarà un modo per recuperare una lingua ed una cultura che col passare degli anni, si sta estinguendo.

Lorenzo Zolfo