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Ginestra – A 14 anni dalla sua tragica scomparsa, è ancora vivo il ricordo di Ascanio Raffaele Ciriello, fotoreporter di guerra-chirurgo plastico,ucciso da un carro armato israeliano il 13 marzo del 2002, mentre riprendeva, come free-lance per conto del Corriere della Sera, la guerra in Medio-OrienteAscanio. Molti Comuni ed associazioni, ad iniziare da Ginestra, il paese dove trascorreva gran parte della sua adolescenza, Ripacandida ( una via), Rapolla ( la protezione civile ed il centro per anziani), Venosa ( l’auditorium dell’ospedale intestato a lui, come un giardino pubblico vicino l’Ipsia),San Fele ( presto una piazza), Barile ( un giardino pubblico) gli hanno intestato una via o il nome dell’associazione, come quella di Libera di Potenza.A.Raffaele Ciriello, detto Lello, era nato a Venosa (Pz) nel 1959 da genitori di Ginestra (Pz).

Raffaele ciriello autoritratto in Afganistan 2001
Raffaele Ciriello autoritratto in Afganistan 2001

Il padre, Dott. Giuseppe Ciriello, esercitava in Venosa la funzione di Direttore della locale Agenzia delle Entrate, mentre la madre era insegnante elementare. Nel 1961, il padre veniva trasferito a Milano e così tutta la famiglia lo ha seguito in quella città. Lello aveva nostalgia del paese natale dei genitori e non perdeva occasione, specialmente nel periodo estivo, di venire a Ginestra a trascorrere le vacanze con i nonni, gli zii, ed i cuginetti. A dieci anni, vincendo un concorso a scuola, aveva da scegliere come premio o una macchina fotografica o un viaggio a Venezia; ha preferito la macchina fotografica e da qui è iniziata la sua passione per la fotografia. Le prime esperienze di fotografo le ha fatte proprio a Ginestra, immortalando processioni religiose, volti di bambini, facce di anziani contadini seduti sull’uscio di casa. Ha avuto un iter scolastico di prim’ordine.

Pur coltivando il suo hobby per la fotografia, ha conseguito la laurea in medicina e chirurgia, nonché la specializzazione in chirurgia plastica e ricostruttiva. Ufficiale medico durante il servizio militare, ha lasciato una sua foto con la dedica del Comandante ….. “al grande, anzi grandissimo medico del XX Battaglione carri”. Con gli anni cresce in lui l’irresistibile attrazione per la fotografia, che unisce a quella per le motociclette, tant’è che dal 1990 comincia a seguire gare e raid motociclistici.Nel 1991 partecipa come fotografo alla Parigi-Dakar ed, essendo anche medico, soccorre qualche ferito. L’anno successivo sarà la volta della proibitiva Parigi-Le Cap, raid per uomini “veri” e forse anche un po’ folli. Gli piaceva anche ritrarre la condizione della donna nei paesi islamici, tanto che all’autodromo di Teheran ha fatto un servizio tra “bolidi e donne in chador”. Allo stesso modo non ha mai abbandonato il suo lavoro di chirurgo plastico, che gli consentiva di fare il fotoreporter free-lance, finanziandosi i suoi viaggi. Parlava perfettamente l’inglese e conosceva molto bene anche il francese e lo spagnolo; è rimasto famoso nell’ambiente giornalistico un suo incontro, in terra d’Africa, con un suo collega italiano. Non conoscendosi e parlando quindi in inglese per mezz’ora, alla fine, una volta presentatosi, si sono resi conto di essere entrambi milanesi! Percorrendo in lungo ed in largo l’Africa, nel continente nero approda ad una nuova passione: la guerra. Sarà la scintilla decisiva!

Donne col burka di Raffaele Ciriello
Donne col burka di Raffaele Ciriello

Fa il primo viaggio in Somalia, poi seguono Palestina, Afghanistan, Basnia, Rwanda, con cui Lello ha mantenuto contatti, aiutando l’orfanotrofio di madame Rosamand Carr, nella capitale Kigali. Ritraeva le vittime della guerra, in particolare modo donne e bambini. Tra il 1995 ed il 1996 è nella penisola balcanica; poi ancora Iran, Cecenia, Pakistan, Libano, Sahara Occidentale, Sierra Leone, Eritrea, Tajikistan ed Afghanistan. Conosce e lavora con Ilaria Alpi, la giornalista uccisa a Mogadiscio e con la collega del “Corriere della Sera”, Maria Grazia Cutuli, la sua “amica più dolce”, che frequentava spesso anche a Milano, assassinata in Afghanistan. Nessuno di loro è più tra di noi.

Nel settembre 2000 intervista a Darquad, nell’Afghanistan settentrionale, il Comandante Ahmed Shah Massud, il leggendario “Leone del Panshir”, all’ora l’unico e più determinato oppositore al dominio dei Talebani; Questa splendida intervista ad un uomo che stimava e che considerava uno dei pochi eroi di questo secolo è stata accompagnata da molte fotografie.

Ginestra 1975 primi scatti di A,Raffaele ciriello scene di vita quotidiana
Ginestra 1975 primi scatti di A,Raffaele Ciriello scene di vita quotidiana

Di queste, una è diventata famosa per essere stata scelta dai Mujaheddins per un poster che ancora issano sui loro camion e che lui, Lello, aveva orgogliosamente attaccato al parabrezza del suo scooter a Milano; costituiva la bonaria invidia dei suoi colleghi! Era un uomo riservato, Lello, bisognoso di miti, di eroi, di visioni reali; da chirurgo ha frequentato corsi di aggiornamento nella sua amata New York, dove ha, infatti, scelto di sposarsi ed a cui ha dedicato un appassionato tributo, dopo il tragico crollo delle Twin Towers, in una sezione del suo ricchissimo sito internet, di nome “Postcards from Hell”, “Cartoline dall’Inferno”, cui Lello aveva dato vita nel 1999, per offrire a tutti, nel mondo, la possibilità di seguirlo nei suoi reportages di guerra.

Questo sito era una sua creatura, alla quale egli si dedicava con assoluta passione e abnegazione; per questo è partito per il Medio Oriente, allo scopo di colmarne una lacuna, la seconda Intifada. E’ per questo che, il 13 marzo 2002, alle 9,30, testimone scomodo di verità, è stato assassinato da piombo israeliano a Ramallah, in terra di Palestina. Un carro armato contro ….. una macchina fotografica. Vergogna!! Lascia la moglie, Paola, titolare di una farmacia a Codogno ed una bimba di 17 mesi, la piccola Carolina. Perché mai Lello a scelto questa vita? Per bisogno morale, scrive il collega Negri del Sole 24 Ore, per partecipare e condividere le ansie e le sofferenze di tanti popoli alla deriva o in rivolta. Così si sentiva vivo! “aveva gli occhi azzurri – scrive il collega Altarocca de “La Stampa” – voleva vedere l’inferno e l’ha visto, infine”.