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giorgio boatti
Giorgio Boatti.Foto dal web

Potenza, 2014-07-10 – “Ho guardato alla Basilicata pensando a una scommessa: come riuscire a celebrare un matrimonio tra la sua vocazione di eccellenza agricola e la sua sorte di destinazione turistica. Se esiste un luogo in cui questo matrimonio può essere celebrato, questo è il Metapontino”. Ha esordito così il giornalista Giorgio Boatti alla presentazione del suo libro “Il Metapontino: viaggiare in un territorio ben coltivato”, sabato scorso nella Borgata Casalini, a Policoro. “La Basilicata è terra per turisti – ha aggiunto – perché in grado di rispondere a diverse esigenze, ambiente, cibo, sicurezza, cordialità della gente. Un tratto che altrove è solo un ricordo, mentre qui è qualcosa di autentico, per questo ancora innovativo”. 

Valida occasione di confronto, il convegno ha offerto spunti di riflessione e dialogo. Per il direttore dell’APT Basilicata, Gianpiero Perri, “nel Metapontino si esprime la parte più dinamica del turismo lucano e il libro di Boatti rilancia l’importante sfida di quest’area, quella di creare integrazione tra la vocazione agricola del territorio e l’analoga esigenza di diventare meta turistica di qualità, con la necessità – per entrambi gli aspetti – di trovare valida collocazione nei rispettivi “mercati”. Il Metapontino – ha proseguito Perri – risponde bene alla sollecitazione di pensare al turismo in Basilicata a dimensione ‘sartoriale’, a misura della Basilicata, ‘cucendo’ insieme il forte appeal del territorio rurale con i servizi avanzati nel comparto turistico. Penso ai due porti degli Argonauti e di Marinagri e al completamento della pista ciclabile di 35 chilometri”.

Il direttore dell’APT ha poi riconosciuto come “esempio concreto di un’intelligente iniziativa da parte del pubblico’’ quella del sindaco di Colobraro, Andrea Bernardo, anche lui presente al convegno. “Con l’evento ‘Sogno di una notte a Quel Paese’ – ha detto Perri – si gioca sull’associazione al mondo magico liberandolo tuttavia da un’accezione negativa”. Anche il giornalista e filosofo francese Thierry Crouzet, autore di un nuovo e-book edito dall’APT Basilicata, ha volutamente rotto ogni schema di una triste scaramanzia tanto da far dire al protagonista di “Les confin du monde”, ambientato tra il Metapontino e la provincia di Matera: «non hai più bisogno di viaggiare, ti basta venire a Colobraro», e poi: «a parte Colobraro nessuna città toccherà più i nostri cuori».

Promotrice del convegno è stata Carmela Suriano, del Club Candonga, associazione dedicata all’omonima fragola “Top Quality” in produzione dal 1955 nelle terre del Metapontino e oggi coltivata su di un’area estesa ben 630 ettari. “Straordinario esempio di come un’azienda del sud sia riuscita ad emergere anche sul mercato globale con una strategia vincente”, ha sottolineato il direttore dell’APT. “La Fragola Candonga – ha puntualizzato Suriano – è l’emblema di un territorio ben coltivato che coniuga innovazione e rispetto per l’ambiente, attraverso quest’eccellenza tutta lucana possiamo veicolare la bellezza della Piana del Metapontino”.