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regione-basilicataPotenza, 28-06-2015 – “Non è più possibile utilizzare mezze misure, sognare mediazioni che non sono realizzabili e continuare a barcamenarsi tra posizioni contrastanti. La notizia di ieri mattina secondo la quale il Tar d Basilicata avrebbe annullato il no della Regione al permesso di ricerca ed estrazione presentato dalla società texana Aleanna Resources e denominato “Progetto Palazzo” è un fulmine a ciel sereno che si abbatte sulle comunità del Vulture e sulla regione tutta. Adesso occorre ritornare in piazza e far sentire la voce dei cittadini, ma soprattutto si rende necessario l’intervento delle istituzioni a tutti i livelli. Vogliamo da Pittella e dalla maggioranza di questa Regione una posizione netta contro il petrolio, contro lo Sblocca Italia e contro i progetti che si stanno di giorno in giorno concretizzando.
Chiediamo la convocazione immediata di un consiglio regionale aperto e dedicato interamente alla questione petrolio, un consiglio per fare il punto sulla situazione dei vari permessi pendenti . Un consiglio che deve portare alla elaborazione di un documento chiaro e preciso, condiviso da tutti, dove la posizione della Regione Basilicata deve apparire netta:
1. No ad altri insediamenti e all’aumento della produzione di petrolio;
2. No alla distruzione del nostro territorio e del nostro mare;
3. No all’accentramento dei poteri in capo al Governo centrale;
4. Si a politiche di sviluppo delle energie cosiddette pulite e a forme di autoproduzione di energia.
A questo punto, la preoccupazione aumenta e la politica ha il dovere di dare risposte ai cittadini, abbiamo soprattutto l’obbligo di mettere in campo tutte le azioni necessarie per impedire che si realizzino nella nostra Regione gli scenari più catastrofici e che da qui a qualche anno saremo costretti a rimpiangere di non aver fatto tutto il possibile per impedire la distruzione della nostra amata terra.
Martedi 30 giugno, il Governo regionale ha il dovere di dare la prima concreta risposta all’appello proveniente da associazioni, cittadini e dal Movimento 5 Stelle, votando compatto la mozione con cui si chiede l’impugnazione del Decreto MISE del 25 marzo 2015. Naturalmente, questo non basta, ma dimostrerebbe a tutti, almeno che è in atto una inversione di tendenza e che finalmente il Presidente Pittella ha capito di aver sbagliato tutto sulla questione petrolio”.