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fismicDall’inizio dell’anno la strage perpetrata nei luoghi di lavoro sta raggiungendo le 500 unità. La corsa allo sfruttamento e alla sempre più esasperata produttività porta i lavoratori sempre più spesso ad essere costretti ad operare in condizioni di bassa sicurezza e i datori di lavoro invitano sempre più apertamente ad ignorare la Legge sulla Sicurezza sul Lavoro e ad operare in condizioni di estrema precarietà.

Nelle cooperative, nell’artigianato, nella piccola e media industria ma, come dimostra il tristissimo caso dell’ILVA della scorsa settimana, anche nella grande industria e nelle grandi catene commerciali, sono sempre più numerosi quelli che purtroppo non si possono definire incidenti, ma dei veri e propri omicidi sul lavoro.

La FISMIC Confsal da sempre ha messo al primo posto nella sua attività sindacale la diffusione della consapevolezza che il lavoro serve per vivere e che non si deve mai morire per lavoro. Per questo motivo partecipiamo attivamente ad iniziative di formazione per diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro e crediamo che l’obiettivo degli incidenti zero sia un indispensabile corollario di una nazione moderna.

L’Italia ha mezzi legislativi di primo piano a livello internazionale in materia di sicurezza sul lavoro ma riteniamo che l’apparato di controllo, prevenzione ed eventuale repressione dei luoghi di lavoro in cui la Legge sulla Sicurezza sul Lavoro è ignorata siano inadeguati e che lo Stato debba fare di più in questa direzione, mobilitando gli Ispettori del Lavoro e gli stessi Enti di Pubblica Sicurezza in un controllo più sistematico delle condizioni ambientali e di sicurezza.

La FISMIC ritene, inoltre, che vada fatto ogni sforzo per diffondere la cultura della prevenzione e del lavoro in sicurezza e, a questo fine, crediamo che tutto il Sindacato debba aumentare i suoi sforzi perché la dignità, i diritti e la sicurezza dei lavoratori siano tutelati con maggiore efficacia. Con questa ora di sciopero dei metalmeccanici non pensiamo di realizzare uno sfogo che lasci però i problemi irrisolti.

La FISMIC Confsal ritiene che lo sciopero di mercoledì possa e debba aprire un nuovo capitolo di impegno di tutte le forze sindacali, ma anche di quelle politiche e degli stessi datori di lavoro, affinché l’obiettivo degli incidenti zero sui luoghi di lavoro diventi un obiettivo comune, praticabile e raggiungibile.