CONDIVIDI

lumuzzcFiliano (PZ), 2014-08-24 – Tra le diverse iniziative a carattere enogastronomico che si svolgono annualmente durante l’estate lucana, si è fatta strada negli anni – per l’alta qualità dell’offerta enogastronomica e culturale – l’evento “Lu Muzz’c”, imponendosi all’attenzione anche dei più severi buongustai. Anche quest’anno il percorso enogastronomico e culturale “Lu Muzz’c – Giornata tipica del mietitore” organizzato dalla Pro Loco di Filiano ha riscontrato un grande successo, con un aumento di pubblico e visitatori già da inizio serata. Oltre 4.000 le persone che hanno affollato il centro storico di Filiano: famiglie intere con bambini al seguito, tanti i ragazzi ed anche i meno giovani che non hanno mancato il tradizionale appuntamento con la buona cucina tradizionale lucana e che hanno colto l’occasione per trattenersi, gustare le tipicità, passeggiare e ballare nelle due piazze del paese. Solo dopo l’una di notte la gente che affollava le piazze e le strade ha cominciato a scemare e c’è chi si è trattenuto fino all’alba per gustare un cappuccino accompagnato dalla classica brioche appena sfornata presso le caffetterie del paese.

«E’ stato un grande successo di pubblico. Una partecipazione che inorgoglisce sia la Pro Loco di Filiano sia tutti coloro che si sono adoperati alla buona riuscita della undicesima edizione de “Lu Muzz’c – Giornata tipica del mietitore”. Un forte ringraziamento all’Amministrazione comunale per avere, sin dal principio, sostenuto l’iniziativa e fornito supporto per tutte le esigenze organizzative che un evento come questo impone», commenta il presidente della Pro Loco Filiano, Vito Filippi, che insieme ai componenti del direttivo, Marco Colucci, Luciano Colucci e Antonio Lucia, hanno coordinato in maniera eccellente questa undicesima edizione de “Lu Muzz’c”.

Il percorso enogastronomico “Lu Muzz’c” svoltosi il 17 agosto (data fissa della manifestazione) con enorme successo, rappresenta una sintesi naturale tra la antica tradizione culinaria dei mietitori ed i luoghi storici che l’hanno generata.

La serata è stata caratterizzata dalla presenza di molti turisti, provenienti anche a fuori regione, che hanno gustato i sei piatti della tradizione del mietitore.

Il percorso è iniziato con una pietanza dal gusto forte: lu cantariedd (pane bagnato con vino e cipolla). Particolarmente apprezzati sono stati la luata ‘r secch (ciambotta con patate, zucchine, verdure, e altro ancora) e lu ‘dinn (pasta di casa con sugo di salsiccia). Il tutto accompagnato con una buona offerta di vino tradizionale casereccio di origine contadina. Un’esplosione di profumi, di colori e di sapori che hanno reso il centro storico di Filiano una vetrina delle nostre eccellenze, dal punto di vista enogastronomico.

La serata è stata allietata da musica folk e liscio e impreziosita dall’allestimento di una mostra di oggetti antichi legati alla mietitura con l’esposizione di una mietitrice e di una trebbiatrice d’epoca, a cura di Salvatore Mancini e dell’Associazione culturale “La Corona” di Piano del Conte.

«L’idea portante de “Lu Muzz’c” nasce dalla consapevolezza che sempre più turisti legano il viaggio anche al gusto. I prodotti tipici stanno assumendo sempre più il ruolo di traino per lo sviluppo di un modo di viaggiare basato sull’integrazione tra risorse ambientali, paesaggio, arte e tradizioni enogastronomiche locali. Il riscontro in termini di presenze e di gradimento degli ospiti, sempre più crescente negli anni, ha confermato che la nostra idea era giusta: cioè realizzare una manifestazione dal taglio diverso rispetto alla solita sagra, creando un vero e proprio percorso enogastronomico di eccellenza ispirato a valori della cultura contadina, nel nostro caso dedicato alle “pietanze” del mietitore».

Questo il commento di Vito Sabia – uno degli organizzatori storici della manifestazione, che insieme agli amici Paolo Spera, Nicola Martinelli e tanti altri preziosi collaboratori, hanno permesso la nascita e lo sviluppo negli anni dell’evento.

Ironico ed efficace un turista delle Marche: «Quando lo rifate?».