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Tribù Lucane

Potenza – Una miscellanea di emozioni e di suggestioni che solo la musica dal vivo e di qualità è in grado di offrire. La 16esima edizione del Festival di Potenza – sabato scorso al Conservatorio di musica presentata da Ertilia Giordano – ha questa impronta impressa dalle voci talentuosa di Riccardo Foresi, di grande personalità (J3S), di cultura etnico-popolare (Tribù Lucane), di novismo giovanile (Silvio Sacchi), di internazionalità (Andrea Andrei) e di “storia” Valerio Liboni che è un “pezzo” della storia della canzone italiana (Donna felicità, Ragazzina ragazzina sono tra le canzoni più cantate nel mondo).

A completare il format televisivo del Festival per 80 emittenti di tutta Italia che tramite la Fox Production e Music lo riproporranno (in due puntate) nei loro palinsesti, l’irriverente comicità di Danilo Vizzini, quella di marchio napoletano di Antonio Fiorillo e l’illusionismo e la magia di Eugenio Bonacci e Angela. La formula che il direttore artistico Mario Bellitti continua a sperimentare piace sopratutto perchè è costruita sullo spettacolo puro a 360 gradi in tutte le sue sfaccettature artistiche.

E ad aprire la sperimentazione ci ha pensato lo stesso direttore artistico con una canzone – solo voce e chitarra, quella del cantautore Tullio Pizzorno – decisamente coraggiosa. Belitti ha anche proposto un inedito (Come alice) dedicato al tema delle difficoltà delle “donne in carriera”. Ma gli ingredienti anche per la nuova edizione non sono cambiati.

Su tutti la contaminazione tra generi musicali diversi, la musica di autore e di sperimentazione dei linguaggi, quella etnico-popolare lucana (e meridionale), artisti già noti al grande pubblico sul palco insieme ad artisti meno noti come Leonardo Dattoli, Marilisa Salerno, Serena De Carlo, Alberto Giovinazzi a testimoniare che la “staffetta generazionale” nella musica è una sfida continua.

E’ anche questo un obiettivo del Festival: offrire un palcoscenico a giovani e a voci nuove o meno note come quella di Tony Riggi con il nuovo album carico di messaggi (Per vivere faccio il poliziotto). Spazio poi alla canzone partenopea con Pino Persico, alle orchestre spettacolo (La Fisarband) e per il “fenomeno delle tribute band” alla Fantastic Fly Pooh Tribute Band, nata nel 2011 da un’idea di Ermino Colazingari che già da anni era solito interpretare diversi brani dei Pooh.

Tra le novità per una manifestazione cresciuta negli anni la partecipazione di Andrea Andrei considerato uno dei rappresentanti più noti ed apprezzati non solo nella Repubblica Ceca ma anche in altri Paesi dell’Est Europa. La musica italiana – sottolinea Bellitti – é sempre stata apprezzata a Praga.

Numerose sono le canzoni tradotte e ricantate in lingua ceca. Testimone della musica etnica è stato Graziano Accinni chitarrista, autore ,arrangiatore e Produttore conosciuto ai più per la sua lunghissima collaborazione come chitarrista di Mango, che si è esibito con Tribù Lucane, un progetto di unione e condivisione della cultura popolare lucana proveniente da tutti i territori della Regione e nasce da una costola di Elettrico Lucano, ultimo album del chitarrista.

E per la “tradizione” tutta potentina della musica anni 60-70 Enzo D’Andrea, passando per la lirica del soprano Antonella Orofino accompagnata al pianoforte da Ida Ponzio.

Al direttore artistico il riconoscimento di “maniacale impegno professionale” con il quale lavora al Festival per tutto l’anno, sancito dalla targa consegnata sul palco per conto dell’editore Di Tutto più.

Sono sopratutto gli operatori dello spettacolo,quanti si occupano di feste di piazza o di eventi minori, a riconoscere che il Festival ha una funzione importante per la programmazione del nuovo anno. Bellitti non nasconde però l’amarezza per la diserzione delle istituzioni, su tutte il Comune di Potenza.

Ci ostiniamo da 16 anni a promuovere una manifestazione che la lega alla città ma – dice – non riscontriamo interesse, sia chiaro senza chiedere un euro perchè il Festival si realizza tutto con investimento diretto e qualche piccolo sponsor.