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COMITATATO SGM
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Steinenbronn – La comunità italiana di Steinenbronn ha presentato l’evento all’insegna della cultura e della tradizione. Rivivere insieme la vita di San Giuliano Martire, tra storia e leggende, degustando piatti tradizionali Accetturesi-Lucane e ballando sulle note della musica folkloristica del posto. Questo è stato il motto che ha spinto per il terzo anno i fratelli Vincenzo e Domenico Trivigno, fondatori del comitato S.G.M. di Stoccarda, ad organizzare la liturgica manifestazione. L’Evento si è tenuto Sabato 31 Gennaio ed é iniziato con la solenne messa celebrata nella Chiesa Heilig Geist Kirche di Steinenbronn da Don Emeka, parroco di Steinenbronn, insieme a Don Giuseppe Filardi parroco di Accettura e venuto apposta dall’Italia per inaugurare e benedire la statua di San Giuliano Martire. Grande è stata la partecipazione e commozione tra i fedeli, allietata da canti liturgici diretti dall’organista Giuliano Trivigno in onore del Santo Patrono. E’ stato uno spettacolo suggestivo, costellato da una folla di ca. 300 fedeli giunti anche dalla Svizzera e dall’Italia. Nemmeno la bufera di neve ha fermato la tradizionale processione fatta in via di eccezione in chiesa seguita da una fiaccolata e conclusasi con la votiva offerta. La comunità italiana ha proseguito i festeggiamenti presso la Sandächerhalle, dove prima è stata accolta calorosamente dalla Banda Musicale storica dei accetturesi caratterizzate da strumenti tipici della regione, poi dal resto del Comitato rappresentato da Volpe Anna, Martello Giovanni, Martello Pietro, Marchisella Isabella, Volpe Domenico, Volpe Maria, Cassiera Dimilta Giuseppe, Antonio Marzano, Canora Giuliano, Varvarito Carmine e Marchisella Giuseppe. Grazie a loro é stato possibile non solo degustare il prodotto ittico vanto della zona, sapientemente cucinato secondo la tradizione locale e curata perfettamente in ogni minimo dettaglio, ma anche a soddisfare pienamente le nostre curiosità legate alla loro cultura. Ricreativo é stato lo spettacolo musicale presentato da Vincenzo e Domenico Trivigno assieme ai loro figli. A riempire la serata è stata anche la rievocazione e le rappresentazioni di costumi storici, indossati in occasione della ricorrenza religiosa.

 Mi compiaccio. Ho trovato un grande spirito di accoglienza, ci dice Don Giuseppe Filardi. Questo è un grande giorno per tutta la comunità accetturese e non solo quella del posto. Sono più di duemila emigrati all’estero. La festa esteriore in onore a San Giuliano Martire è sempre un momento importante per la vita religiosa e sociale dell’intero paese. La religiosità di questo popolo è intimamente unito ad una cultura che risponde con sapienza cristiana ai valori e ai grandi interrogativi dell’esistenza umana, ovunque si trova. Il vostro intervento mediatico è inoltre un grande gesto di altruismo, segno che la comunità italiana in generale che vive in Germania non è sola e che anche attraverso il Corriere d’Italia viene vivamente rappresentata in ogni suo aspetto. Sono legato a questa comunità italiana del posto che mi ha accolto con grande umanità e fratellanza. È importante anche per me conoscere le loro origini e le loro tradizioni. Tutto ciò mi accomuna e mi avvicina sempre di più, sostiene padre Emeka. A me non basta che vengono nella mia casa in chiesa, é importante che anche io vada da loro. La mia vocazione non mi lega soltanto ad una fede tramandata e coltivata negli anni ma mi abbraccia anche in prima persona per grazie ricevute, afferma Vincenzo Trivigno. Miracoli che hanno fortificato la devozione verso il nostro Patrono e il mio credo religioso verso la chiesa. Come vedi questa manifestazione non è a scopo di lucro. Chiunque è il ben venuto e partecipa secondo la propria volontà. Offrono liberamente il proprio contributo. Portano specialità del posto. Partecipano con la musica o semplicemente aiutano lo svolgimento della serata. È un’occasione per rimanere più uniti, essendo fuori dalla nostra terra, come anche è un modo più semplice per raccontare e tramandare l’aspetto storico e religioso del nostro San Giuliano Martire ai nostri figli. La statua che abbiamo comprato è frutto delle offerte.

 Incontenibile è la voglia tra i partecipanti di esprimersi con noi e accoglierci come uno di loro. Non è stato difficile scoprire che unanime è il loro credo a San Giuliano Martire. Poco importa i chilometri fatti e che rifaremo fra un paio d’ore, gridano fieri, l’importante esserci. Il profumo dell’espresso ci trascina al bancone. Ma quello che ci stupisce non è tanto il buon gusto ma la particolarità del Sig. Palermo. É da una vita che vendo caffè espresso, racconta immerso nelle sue macchinette, ma in queste serate lo offro sempre a tutti senza limiti e a costi zero. Anche questo è per me un modo per rendermi utile alla comunità.Tra le autorità locali abbiamo incontrato anche Anna Picardi. Sono stata la Presidente per nove anni, racconta. Ora per statuto dopo la terza legislatura, sono l’attuale vice Presidente della Federazione Lucani in Germania. Sappi che esistono ben otto Associazioni Lucani in territorio tedesco e tutte con lo scopo di divulgare la cultura Lucana. Essendo una accetturese non nego la mia emozione di stare insieme attraverso questi eventi. A tale proposito, con la complicità di Biagio Labbate venuto da Accettura, è stato possibile effettuare anche un collegamento in diretta Web con la manifestazione tenutasi nello stesso momento sia a Monsummano Terme, in Italia, sia a New York, in America.

 Ma come ha origine questa sentita manifestazione di fede popolare bisogna andare indietro nel tempo. La narrazione della vita e del martirio di San Giuliano riporta alcuni elementi di carattere non strettamente storico ma verosimile. Con elementi fantastici e prodigiosi che ha suscitato sentimenti di ammirazione e di devozione verso il Martire. La parte leggendaria si muove comunque da un terreno storico ed é rispondente a fatti realmente accaduti. Il nome Giuliano deriva dal latino Julianus, dalla Gens Julia. Si racconta che San Giuliano era un bel giovane aitante e fiero. Un valoroso ufficiale delle milizie romane e di origine dalmata. Ricevette il dono della fede annunciato dal discepolo di San Paolo, maturando negli anni anche l’amore per Cristo e per l’apostolato. Seguendo l’ispirazione dello Spirito Santo, Giuliano abbandonò la Dalmazia dando opera di evangelizzazione. Sorpreso dai legionari imperiali fu però arrestato e per volere del proconsole Flaviano fu rinchiuso, barbaramente torturato ed infine decapitato. A distanza di quattordici secoli, le sacre spoglie del Santo furono rintracciate dal Vescovo di Sora Mons. Girolamo Giovannelli e con grande partecipazione del popolo, furono traslate il 6 Aprile 1614 nella chiesa di S. Spirito in Sora. Il 15 Maggio del 1622 San Giuliano venne acclamato Patrono della città e nel 1631 a lui fu dedicato la cappella detta del Tesoro nella chiesa di Santa Sofia.

Angela Saieva