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eolicoPotenza – La Basilicata avrà un futuro o c’è un disegno per farla morire? Se esaminiamo quello che sta accadendo, sembra che chi ha il potere politico e amministrativo abbia deciso di farla morire.

Negli ultimi venti anni, per mere ragioni economiche e affaristiche, tre settori stanno sconvolgendo le peculiarità sociali, ambientali, storiche e culturali della regione: le estrazioni petrolifere, i mega impianti per i rifiuti e i parchi eolici selvaggi.

Il grosso dei danni è già stato fatto, e ogni anno che passa peggiorerà la situazione. Poi, tra altri venti anni, quando non ci sarà più niente da fare, sarà inutile lamentarsi o piangersi addosso. Quindi occorre agire subito. Spetta ai cittadini attivarsi per bloccare lo scempio. Il M5S c’è, ed è con loro. Ma da solo non può farcela.

Tra i tre comparti che stanno aggredendo la Basilicata c’è quello delle realizzazioni selvagge di parchi eolici. Un fenomeno un po’ sottovalutato, rispetto ai danni, molto più seri e profondi, che provocano le estrazioni petrolifere e gli impianti per i rifiuti.

Il M5S non è contro gli impianti eolici. Anzi, ritiene che siano utili e che vadano incentivati perché producono energia da fonti rinnovabili. Però devono essere compatibili con il territorio e con le esigenze di vivibilità dei cittadini. Il M5S dice no ad autorizzazioni disordinate e troppo impattanti, così come sta avvenendo in molte zone della Basilicata. Una situazione causata dalla colpevole e probabilmente voluta mancanza di norme e regole, chiare e appropriate, da parte della Regione.

Un esempio su tutti, che stiamo seguendo con molta attenzione, è quello di contrada Piani del Mattino di Potenza, dove hanno iniziato i lavori per installare 51 pale eoliche della potenza di 60 chilowatt cadauna. Quella contrada, dove si rischia di fare un serio danno all’ambiente, al paesaggio e a molte decine di famiglie che vi risiedono, sta diventando il simbolo dell’uso distorto e sbagliato degli impianti eolici. In più, sta diventando l’emblema della Basilicata politica che crea norme e trucchetti ad hoc per gli affari e il potere economico di pochi, contro gli interessi generali di molti.

Senza entrare nel merito degli aspetti tecnici e legislativi, la vicenda dei Piani del Mattino di Potenza, dove è in attività un organizzato e agguerrito comitato di cittadini, evidenzia come delle norme capestro varate dalla Regione Basilicata, sommate alle incapacità e commistioni della giunta comunale del sindaco De Luca, possano penalizzare i cittadini per tutelare gli appetiti di chi mira solo al business e al potere economico.

Quello che sta accadendo non è casuale o dovuto ad un imprevisto. E’ qualcosa che sta avvenendo da anni in molte aree della regione ed è stato pianificato a tavolino, da chi aveva il potere politico di decidere. Quindi, dal Pd e dagli ultimi due governatori regionali: De Filippo e Pittella.

Appare chiaro che c’è una regia e in molti casi ci sono speculatori legati alla politica lucana che utilizzano gli impianti eolici come strumento di investimento di denaro e fonte di profitto senza nessun rispetto per il territorio. Una situazione molto simile a quello che è accaduto e sta accadendo per il petrolio e i rifiuti.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una vera e propria aggressione della Basilicata. Una crescita indiscriminata di parchi eolici in zone anche particolarmente rilevanti da un punto di vista paesaggistico, naturalistico e storico. Territori da sempre dediti all’agricoltura che si stanno trasformando in zone industriali. Aree devastate da tagli di alberi per aprire strade che devono raggiungere i luoghi dove devono essere realizzati gli impianti. Colate di cemento per le piattaforme dove devono essere installate le torri. Impianti realizzati fino a 200 metri di distanza dalle abitazioni (grazie alla legge “Sblocca Italia” voluta da Renzi), prima la Ue prevedeva 1.400 metri. Oltre, ovviamente, al grave impatto visivo e all’inquinamento acustico. Proprietari di terreni confinanti in conflitto, tra chi, per guadagnare qualcosa, vuole svendere i diritti di superficie e chi vuole proteggere la propria casa.

Una situazione che ha portato la Basilicata ad essere al secondo posto in Italia, con il 6,7% della produzione di energia eolica nazionale. Nel 2015, nella nostra regione, l’energia prodotta dall’eolico era di 761,3 mw, nel 2014 di 475 mw. In un anno è quasi raddoppiata. Al Nord la diffusione è contenuta nell’ordine dell’1-2%. Al Centro è intorno al 2-3%.

Sono dati che fanno riflettere. Se si considera che la nostra regione è molto piccola, e rappresenta circa l’1% della popolazione nazionale, vengono spontanee un paio di domande: chi sta speculando e si sta arricchendo grazie alla crescita spropositata di impianti eolici? La magistratura e l’autorità anticorruzione hanno iniziato a fare verifiche e controlli mirati?

Una cosa è certa, il M5S è contro gli abusi e, in particolare per la situazione in contrada Piani del Mattino di Potenza, si batterà con tutte le proprie forze per sostenere la battaglia dei cittadini.

Lo stiamo facendo sul piano europeo, e lo stanno facendo il nostro consigliere comunale di Potenza Savino Giannizzari, i nostri consiglieri alla Regione Basilicata e i nostri parlamentari lucani.

PIERNICOLA PEDICINI – Eurodeputato del M5S