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manifesto elettorale del candidato Mauro Di Lonardo

Potenza, 2013-11-14 – Una volta si diceva “Non Sparate Sulla Croce Rossa” . Ora, nell’indignazione generale, i volontari lucani della Cri  di Basilicata, sussurrano inorriditi: “Non usate La Croce Rossa!”. La campagna elettorale per le prossime elezioni regionali entra nel vivo in Lucania e ogni mezzo, legale, forse spregiudicato, appare lecito per raccattare qualche voto in più.Un candidato usa la Croce rossa per assicurarsi un posto nel prossimo Consiglio Regionale della Basilicata. Con tanto di manifesti, cene elettorali e logo. Ma servirsi del volontariato per fare passerella può spesso ritorcersi contro.

Veniamo ai fatti: Mauro Di Lonardo, presidente del comitato Croce rossa del Vulture, si candida alle elezioni per il consiglio regionale nelle file del Partito socialista italiano. E fin qui nulla di strano, salvo che gli statuti della Croce Rossa impongano le immediate dimissioni dalle cariche interne all’organizzazione qualora si decida di partecipare ad una competizione elettorale, questo in ossequio ai principi fondativi dell’associazione che la vuole apartitica, apolitica e aconfessionale, equidistante dalle dispute di qualsiasi colore.

Il candidato Di Lonardo non solo non si dimette, ma pensa bene di usare il suo ruolo come trampolino di lancio per la carriera politica. In piena bagarre elettorale i volontari della Croce Rossa lucana si vedono recapitare un invito per una riunione della loro componente con tanto di sigillo dei vertici regionali per discutere delle linee guida dell’organizzazione sul territorio. Nel bel mezzo dell’assemblea i vertici regionali della Cri, con in testa il presidente regionale Fernando Moscariello, recentemente eletto, e il  presidente provinciale Vincenzo Anobile (maresciallo dell’arma dei carabinieri), cedono in pompa magna la parola al signor Di Lonardo e, secondo quanto riferito dai molti testimoni oculari presenti all’incontro, invitano caldamente a votarlo e auspicano che tutti i volontari si facciano portavoce nelle loro realtà delle istanze del candidato. Già le modalità di  questo incontro potevano configurare gli estremi di una palese violazione dei principi della Croce Rossa, ma gli esponenti lucani della più longeva organizzazione di soccorso al mondo, non si accontentano, organizzano cene e meeting con tanto di logo dell’associazione benefica. L’uso elettorale della Croce Rossa culmina quando sui manifesti di propaganda il candidato  Di Lonardo si fa ritrarre senza alcuna ritrosia circondato da un gruppo aitanti volontari e crocerossine.

Pronta arriva la ritorsione dei vertici nazionali della Croce Rossa che, di fronte a tanta tracotanza intimano a tutti i candidati di non usare strumentalmente, il nome e il logo della Croce Rossa. Di Lonardo viene sospeso dall’organizzazione, ma continua bellamente la sua campagna elettorale. Chi ha militato per anni lavorando alacremente per la Croce Rossa si dice a dir poco disgustato, al di là dei giudizi morali, appare comunque un comportamento alquanto dubbio. Henri Dunan, padre fondatore della Croce Rossa, morì in miseria pur di rimanere fedele ai principi di onestà e di imparzialità che avevano ispirato la sua organizzazione e che furono alla base di tutte le associazioni sorelle nate nel mondo, forse, dopo i fatti lucani, si star si à perlomeno rivoltando nella tomba.

La Basilicata  è  da sempre un piccolo faro per le attività di volontariato e terzo settore, è diventata la fucina interessanti esperienze di convenienza e integrazione, non vorremmo che questa immagine costruita negli anni si è offuscato per le ambizioni di qualcuno. Le onde di antipolitica serpeggiano anche qui, ci si sente defraudati e presi in giro, si sceglie il disimpegno e il disinteresse. Chi scende giustamente nell’agone politico, specie in piccole e nobili, quanto vituperate formazioni, dovrebbe dare l’esempio di creare un argine contro il crescente populismo e il disincanto. Ma, per favore, non usate la Croce Rossa. Al di là della riprovazione morale, dovrete fare i conti con la nostra coscienza. Ammesso che ne abbiate una, non sarà impresa semplice.