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omicidio gorgoglioneMatera, 05/29/2014 -Antonio Saponara, di 43 anni, con piccoli precedenti penali, è l’allevatore in stato di fermo a Gorgoglione (Matera) per aver ucciso il cognato Giovanni Lauria, di 34 anni, di Gorgoglione e suo nipote, Giuseppe De Rosa, di 27, di Cirigliano. Il terzo allevatore, che stamani si trovava nel fuoristrada e che è stato graziato, è un altro nipote di Lauria: i tre si stavano recando in un terreno di proprietà nelle campagne di Bosco Laurea di Stigliano (Matera) al confine con Cersito di Cirigliano e Gorgoglione.


I Carabinieri stanno esaminando la circostanza che, in precedenza, vi fossero state liti famigliari e dissidi per alcuni terreni e per altre questioni personali. In particolare, i militari dell’Arma stanno cercando di far luce sui rapporti tra Saponara e Lauria, che conviveva con la sorella dell’uomo accusato del duplice omicidio.
Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori – coordinati dal pm di Matera Anna Franca Ventricelli – stamani Saponara, ha atteso l’arrivo del fuoristrada nei pressi di una sbarra che segna il confine tra alcuni terreni.

Ha sparato con un fucile semiautomatico da caccia calibro 12 uccidendo Lauria e De Rosa e poi ha graziato l’altro allevatore a cui avrebbe detto: “Tu non c’entri, a te non ti ammazzo”. Il testimone “graziato” è quindi fuggito riuscendo a dare l’allarme. I Carabinieri hanno poi rintracciato Saponara, che – secondo quanto si è appreso – al momento dell’arresto, era calmo, e l’hanno condotto in Caserma. Le autopsie sui due cadaveri dovrebbero essere eseguite domani, o nei prossimi giorni, all’ospedale di Matera.Saponara è stato anche accusato di porto abusivo di arma da fuoco: il fucile semiautomatico da caccia calibro 12 è stato ritrovato dai Carabinieri e sequestrato. Non ha risposto alle domande dei Carabinieri e del pm Anna Franca Ventricelli.

L’uomo, che ieri sera aveva litigato con una delle due vittime, è stato portato nel carcere di Matera.Il lutto cittadino e il rinvio di cerimonie religiose e di manifestazioni legate ai culti arborei sono stati decisi dai sindaci di Cirigliano e Gorgoglione (Matera), i paesi dei due allevatori uccisi. I sindaci, Giuseppe Filippo (Gorgoglione) e Franco Galluzzi (Cirigliano), eletti nella recenti elezioni, hanno evidenziato che “erano persone umili lavoratori, con legami di parentela tra di loro. Non ci capacitiamo come si possa arrivare a un gesto così efferato. Il dolore colpisce tutti e in particolare le famiglie, distrutte da questo episodio”.