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doppio_simmetricoMatera – Si è conclusa giovedì 15 settembre l’esposizione di opere dell’artista Antonio Savino Damico, personale organizzata da In Arte Exhibit di Potenza nella galleria di Casa Cava a Matera. La mostra inaugurata lo scorso 1 settembre è stata un’occasione imperdibile per gli appassionati d’ arte, e non solo, per conoscere l’opera del ‘maestro’ lombardo. La scelta dello spazio espositivo, ubicato nel cuore dei Sassi si è dimostrata felice: la città di Matera, elevata a Capitale europea della Cultura 2019, conosciuta in tutto il mondo per la bellezza surreale della sua parte antica, ospita con successo set cinematografici, convegni, seminari, mostre personali e collettive.

L’esposizione ha fatto registrare un vero e proprio boom di presenze, dovute anche alla costante affluenza di turisti italiani e stranieri che invadono quotidianamente le strade della città per visitare gli storici Rioni Sassi, vetrina ideale per portare a conoscenza del grande pubblico e della critica l’opera di artisti emergenti e nuove tendenze artistiche. I visitatori della mostra hanno potuto apprezzare l’originalità dell’opera di Damico, il quale si avvale di penne biro colorate e mediante il ricorso ad una gamma cromatica ristretta a dieci tonalità riesce a generare quella esplosione di colori caratteristica delle sue opere.

L’artista, nato a Milano nel 1939, ha maturato fin dall’infanzia l’interesse per il disegno, incoraggiato dall’incontro con lo scultore Ettore Calvelli. Laureato in fisica presso l’Università degli Studi di Milano è stato a lungo insegnante di fisica e matematica e si dedica continuativamente alla pittura dal 1987. Le sue opere sono frutto di una inesauribile fantasia che spinge l’artista a trasferire su carta un universo fatto di strutture arcaiche e primordiali, paesaggi surreali popolati da marzianini, ectoplasmi, animali ibridi.

La fervida immaginazione di Damico traspare anche nei titoli che precisano la vera natura dei soggetti che altrimenti finirebbero per apparire come bizzarre macchioline d’inchiostro intente a danzare sulla carta. I tratti delle penne a sfera colorate, decisi e fitti, danno vita ad una infinità di texture, intrecciate sapientemente dalla mano dell’artista che disvela paesaggi vertiginosi, arche volanti, cattedrali navali, una commistione di elementi ibridi che catturano lo sguardo dello spettatore precipitandolo in un mondo fantastico, a metà strada tra visione onirica e dimensione ludica.