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“Delle Madri” di Marina Minet. Un libro profondo che parla di amori e conflitti tra madre e figlia

marina minetPotenza, 09-07-2015 – La raffinatezza e la pregiatezza tipografica colpisce particolarmente di questa pubblicazione “Delle madri” di Marina Minet, scrittrice sarda residente da qualche anno in Basilicata, di cui abbiamo già scritto sulle pagine di questo giornale, in quanto vincitrice del “Premio Letterario Isabella Morra 2015” (sez. inediti) che si è tenuto qualche giorno fa a Monza in collaborazione tra i comuni di Matera, Valsinni, Monza.
Il libro è stato pubblicato per le edizioni L’Arca Felice di Salerno, ed è stato proposto agli amatori in un numero limitato e numerato di copie. La sua scrittura –come si legge nelle note biografiche – rivolge un’attenzione particolare ai tormenti dell’esistenza e alle naturali inquietudini che segnano e contemporaneamente
arricchiscono l’anima. Il centro tematico di questa raccolta, riflette infatti la condizione esistenziale dell’individuo nel legame madre-figlio / figlio-madre, il miracolo del grembo e le contraddizioni che non lo esentano da amore e conflitti.

«Leggendo d’un fiato la raccolta Delle madri di Marina Minet – scrive Pierino Gallo nella nota finale di lettura – si ha come l’impressione di riprodurre sulle labbra le formule di un rito. Un rito che non è soltanto quello dell’accezione classica, ovvero un insieme di gesti codificati e finiti, bensì una nuova iniziazione, un atto “fondativo”. I canali performativi attivati si articolano, grosso modo, in tre nuclei poetici: la nascita (a cui rimandano le immagini del “grembo” e della “culla”), l’appartenenza (descritta talvolta come eredità materna, talvolta come passione corale del Poeta e del mondo), infine l’introspezione, cui tendono, risolvendosi, i due nuclei precedenti. Siete venute nel mio grembo / in questo seno di rovi e di bontà / dove le parole chiedevano di voi (p. 23) scrive la Minet, come a tracciare la parabola di un tempo foriero di ri-nascite».

Un motivo poetico e letterario quello della madre, da sempre inesauribile e necessario e, che ci ricorda come la figura materna sia stata in passato e sia ancora oggi al centro di numerosi dibattiti culturali (basti pensare anche all’ultimo film di Moretti “La madre”).
Scrive l’autrice:

Io ci sarò, come le querce che chiamano il vento
come lo scoglio che l’acqua deforma
come la strada che il passo colpisce

priva di sangue

(Sigillo, p.25)

*

Siete venute nel mio grembo
in questo seno di rovi e di bontà
dove le parole chiedevano di voi
di voi pianure fragili, avvolte al mio respiro
e a quello delle stelle

E questo è l’infinito che adesso mi spaventa
perché le stelle non hanno mai il mio nome
– scrivendovi le strade –
loro così chiare e così pure
corpi eletti senza oscurità (…)

(p.23)

Questo libro di Marina Minet, come tanti altri, ci aiuta a riflettere sul fatto che l’amore incondizionato è culla di mille conflitti, colpe, contraddizioni e che la madre perfetta non esiste, così come la figlia perfetta non esiste; ma ci insegna anche e soprattutto che “La maternità è il più grande privilegio della vita”(Mary R. Cocker).

Marina Minet, Delle madri (con tavole interne di Roberto Matarazzo), Edizione L’Arca Felice, Salerno 2015