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Potenza, 2014-08-29 – Poeta e scrittore italiano, Davide Rondoni è l’autore dell’audiovisivo “Rupe Cielo”, girato nelle chiese rupestri di Matera e lanciato lo scorso anno in occasione del “Meeting per l’amicizia fra i popoli”. Ad un anno dalla realizzazione del video, l’Apt ha incontrato Rondoni nell’edizione 2014 della kermesse culturale, dove l’Agenzia di promozione territoriale, presente con un suo stand, è tornata per proporre la Basilicata e i suoi tesori sacri.

Che impatto ha avuto sulla sua considerazione della regione la realizzazione dell’audiovisivo?

Ha aggiunto alla mia conoscenza la consapevolezza dell’energia di questa terra. Che la Basilicata abbia grandi panorami e grandi scenari pieni di luci, oltre a particolari agglomerati urbani, e che Matera sia straordinaria, è cosa nota, anche se tutte le volte che ci si arriva se ne rimane affascinati. Quel viaggio dentro il ventre della terra, tra le pitture rupestri, mi ha fatto scoprire meglio come l’energia della Basilicata non sia solo la natura, il panorama, ma anche la capacità culturale e umana che identificano una terra abitata, lavorata, sudata, dipinta. Questa consapevolezza l’ho consolidata meglio dopo l’esperienza della video narrazione.

Una terra “lavorata” dalla gente, nel passato e nel presente. Lei questa gente l’ha conosciuta: com’è?

I lucani? È meglio averli come amici.

La Basilicata non è solo Matera. Dove le piacerebbe vivere, per poi raccontarlo ancora, un nuovo viaggio lungo il territorio lucano?

Per certo della Basilicata so questo: non capisci mai dove inizi e dove finisca. Sono stato a Policoro, partendo da Lecce, una volta in regione, ho attraversato vedute meravigliose lungo il percorso. Gioco spesso sul termine Lucana, alternandolo a “luceania” perché in questa regione ci sono giochi di luce splendidi, come quelli che ti portano verso la costa ionica.

La sua idea di Basilicata prima e dopo l’audiovisivo?

A Matera ero già stato per lavoro in occasione di manifestazioni di poesia e ho constatato, come tutti, quanto fosse bella, ma non avevo messo a fuoco gli aspetti più forti. Non posso dire di conoscerla bene, anche perché, nel suo complesso, la Basilicata è misteriosa, non si lascia scoprire molto facilmente, però ne sento di più il fascino, il sapore, l’odore. E poi la duplice natura che la mostra piccola e sconfinata costituisce un po’ anche la sua forza.

In occasione dell’incontro: “Ai confini della realtà. Leggere la storia, leggere le stelle”, durante il Meeting di Rimini, lei ha definito la meraviglia come “qualcosa che ti arriva quando non lo aspetti, che non sai quando e come ti prende”. La pensa così anche in relazione alla Basilicata? 

L’esperienza di meraviglia che ho vissuto in Lucania per me è stata importantissima. Non è solo Matera, certo, io ci sono stato tante volte e posso dire: “La conosco”, poi ritorno e mi meraviglia ancora, come tutta la regione, che ti suscita meraviglia e non sai mai cosa succede.