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Brindisi Duomo
Brindisi Duomo

Venosa, 2013-11-07 – Interessante fine settimana da parte di un gruppo di gitanti del Vulture in Puglia.Una bella visita effettuata a Lecce, Brindisi e Polignano a mare. Favoriti dal bel tempo, la visita a Lecce, considerata la Firenze del sud, ha riguardato i monumenti ed i siti religiosi per lo stile elaborato della loro architettura,edifici barocchi e monumenti storici di grande effetto estetico. Fondamentale è stata la guida del prof. Cosimo Serinelli, docente che ha insegnato, Musica, negli anni ’90 presso la scuola media di Ripacandida, contattato da un componente del gruppo. La visita è iniziata entrando da porta Napoli, una delle tre porte di accesso al centro storico è proseguita, visitando il Duomo dell’Assunta, magnifico esempio di stile barocco. E’ stata apprezzata la chiesa di San Giovanni Battista con la sua facciata macchinosa che mostra alcune bizzarre invenzioni (cespi fioriti e pinnacoli floreali). E’ stato apprezzato anche un rosone proteso verso l’interno.

Nella chiesa di S.Irene ammirate la lupa e la quercia, simboli della città di Lecce. In piazza S.Oronzo non è sfuggita la colonna romana, terminale della via Appia. Si dice che questa colonna, in origine stava a Brindisi, accanto all’altra colonna, dove termina la famosa via Appia, sia stata donata alla città di Lecce in segno di ringraziamento verso S.Oronzo, che salvò la città brindisina da un terremoto. Ammirato anche l’Anfiteatro ed il castello Carlo V, il più esteso castello della Puglia, al cui interno delle mostre, in particolare quella di cartapesta. La Basilica di Santa Croce, simbolo del barocco leccese,ha colpito il gruppo per il grande rosone centrale, le nicchie,la ricca cornice, le quattro colonne e le figure rappresentate nella facciata.

Il giorno dopo, una visita veloce a Brindisi,dove un incontro casuale col sig. Enzo Claps, originario di Genzano di Lucania, ha riempito di gioia il gruppo. Una persona colta, discreta e garbata, che ha dichiarato: “Penso che il Signore ci abbia messi sulla stessa via Appia (i Romani la chiamavano “Regina viarum”) per farci incontrare al suo terminale (Le Colonne Romane),dove anche Virgilio approdò, dopo il lungo viaggio dalla Grecia, per un’ ulteriore revisione al suo capolavoro “L’Eneide”. Qui , in fin di vita, dopo mesi di altalenante malattia, scrisse anche l’epitaffio da mettere sulla sua tomba

Publio Virgilio Marone, Publius Vergilius Maro Mantova, 15 ottobre 70 a.C. – Brindisi, 21 settembre 19 a.C.), fu un poeta romano.

« Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc

Parthenope; cecini pascua rura duces »

(Epitaffio) « Mi ha generato Mantova, il Salento mi ha strappato alla vita, ora Napoli conserva i miei resti; ho cantato pascoli, campi, eroi ». La visita è proseguita visitando il Duomo, fino a due anni fa, sede vescovile di don Rocco Talucci, originario di Venosa che ha lasciato ricordi indelebili a tanti brindisini. Il distacco dal sig. Claps, che ha conosciuto don Rocco Talucci, è stato commovente.L’ultima tappa a Polignano a mare, paese natale dell’indimenticabile, Domenico Modugno con le sue caratteristiche case a strapiombo sul mare.

Lorenzo Zolfo