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Cosenza – Nelle comunità greco bizantine dell’Eparchia di Lungro la prima domenica di Quaresima è detta “Domenica dell’Ortodossia” perché si commemora la vittoria sull’iconoclastia e il ristabilimento della venerazione delle icone, avvenuta al II Concilio di Nicea nel 787 e poi confermato con il Sinodo di Costantinopoli dell’843, celebrato nella prima domenica della Grande Quaresima.

Iconostasi Micalizzi
Iconostasi Micalizzi

Contro gli iconoclasti, che basandosi sull’Antico Testamento rifiutavano ogni immagine sacra, i Padri a Nicea hanno stabilito il principio che, con l’incarnazione del Verbo di Dio, Dio è diventato visibile e quindi anche raffigurabile, ed hanno chiarito la differenza che c’è tra “adorazione” e “venerazione”: l’adorazione deve essere rivolta sempre e soltanto a Dio, la venerazione invece deve essere rivolta a tutto ciò che è sacro. Venerando un’icona, la nostra devozione non va al pezzo di legno dipinto che baciamo, ma a chi è raffigurato ricordando tutto ciò che è stato fatto per la nostra salvezza; come quando baciando la foto di un nostro caro defunto, il nostro bacio, anche se dato alla foto, non è diretto alla carta, ma alla persona che è raffigurata e che ci è cara, per l’amore che ci ha legato.

Domenica 14 febbraio alle ore 10.45 a Cosenza nella Chiesa del Santissimo Salvatore in piazza Plebiscito, così come in tutte le chiese greco-bizantine dell’Eparchia di Lungro durante la celebrazione della Divina Liturgia, in ricordo del ristabilimento del culto delle icone, si svolgerà la processione con le icone che si trovano in chiesa e con quelle portate dai fedeli dalle loro case. Un’occasione per far benedire le icone, ma anche per gustare la bellezza della liturgia bizantina.