CONDIVIDI

Ripacandida, 2012-10-29 – Sarà la volta buona per trovare una soluzione sull’annosa disputa tra Rionero e Ripacandida sulla ridefinizione dei confini tra le due cittadine del Vulture-Melfese? Martedì 30 ottobre il Consiglio Regionale tra i punti all’o.d.g. discuterà sulla modifica alla Legge Regionale n. 42 del 1993, che avrebbe come risultante la ridefinizione dei confini comunali tra i Comuni di Ripacandida e Rionero in Vulture per una superficie complessiva di 70 ettari, ricadenti in contrada S.Francesco,Frascolla e Cappa Bianca per una popolazione di circa 150 abitanti. La controversia ebbe origine nel 1967, quando l’allora azienda di edilizia popolare realizzò le “casette” sui due lati della strada Provinciale di Piano del Conte e, forse erroneamente, anche quelle collocate nel territorio di Ripacandida, rivolgendo però il Bando unicamente alla città di Rionero. Da lì si creò il primo nucleo di insediamento della zona, che si è allargato nel corso degli anni intensificando la presenza di rioneresi su quella fetta di territorio.

Il Comune di Rionero ha erogato tutti i servizi (acqua, luce, gas, asfaltatura strade e nettezza urbana) ai cittadini che vi risiedevano, senza chiedere nulla al Comune di Ripacandida che, tuttavia, ha continuato a riscuotere l’ICI fin quando è esistita. Nel 2005 però l’allora Commissario Prefettizio del comune di Rionero, Dott. Francesco Maioli, prese atto di questa anomalia e comunicò agli uffici anagrafe di tutti e due i Comuni che da quel momento in poi tutti i nuovi nati dovevano essere registrati presso l’anagrafe di Ripacandida. Si creò così una situazione paradossale: alcune famiglie si sono ritrovate ad avere alcuni componenti il nucleo iscritti al registro rionerese ed altri al registro ripacandidese.

Dopo diversi tentativi di mediazione, alcuni messi in atto anche dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e puntualmente falliti, il Comune di Rionero alla fine del 2011, consapevole della difficile risoluzione della disputa, approvò una delibera in Consiglio Comunale in cui si chiedeva alla Regione di rettificare la linea di confine. Il Comune di Ripacandida, dal canto suo, respinse al mittente le pretese avanzate sul “proprio territorio” di San Francesco, C.da Frascolla e Cappa Bianca e lo scorso 8 Ottobre il Comitato Cittadino per la tutela dei confini comunali ha consegnato al Sindaco Giuseppe Annunziata le firme di 568 cittadini per ribadire il “no” alla modifica dei confini comunali di Ripacandida.

In tempi di riduzione della spesa pubblica (o spending review) in cui, per i piccoli comuni si parla di fusioni e accorpamenti, per un paese come Ripacandida, che dal 1950 ad oggi ha subìto una decrescita demografica quasi del 70%, “guadagnare” oltre 100 cittadini è come avere una confortante boccata d’ossigeno. Boccata che non riscuote il sostengo dei cittadini residenti nelle contrade di Frascolla e Cappa Bianca che, costituitisi in comitato, non sono rimasti a guardare: a Giugno, infatti, è stata consegnata al Presidente del Consiglio Regionale Vincenzo Folino, una petizione firmata da circa duemila cittadini di Rionero con la quale veniva sollecitata l’approvazione delle modifiche della legge 42/1993 per la ridefinizione dei confini tra Ripacandida e Rionero. Il Presidente prendendo atto delle due posizioni diametralmente opposte, rispose manifestando l’auspicio “che i due Comuni, nell’interesse dei cittadini, riescano a confrontarsi e, subito dopo, a trovare un’intesa”; ma le speranze, a quanto pare, sono state disattese. Il Comune di Ripacandida ritiene che la legge è dalla sua parte e dall’aprile di quest’anno garantisce il servizio di raccolta rifiuti, lo scorso 6 ottobre è intervenuta con della segnaletica stradale verticale lungo le vie di Rionero e quelle provinciali che stabiliscono l’inizio e la fine delle diverse frazioni, ora appartenenti al Comune di Ripacandida.

Questa segnaletica è stata prontamente segnalata dal Comune di Rionero alla Prefettura e all’Ufficio Viabilità e Trasporti della Provincia di Potenza, perché ne venisse verificata la legittimità e la regolarità considerato che il suo posizionamento, in alcuni casi, comporta dei rischi oggettivi all’incolumità degli automobilisti.  Sul posizionamento della segnaletica verticale il Sindaco Placido asserisce: “in attesa della decisione del Consiglio regionale ogni altra iniziativa assume il carattere di una gratuita ed inutile provocazione che getta benzina sul fuoco e non risolve alcun problema.”Mentre è attesa la decisione del Consiglio Regionale, i segnali stradali installati dal Comune di Ripacandida sono stati divelti o imbrattati allo scopo di oscurare la dicitura “Frazione di Ripacandida”, segno della probabile insofferenza di qualche cittadino verso la questione.

L.Z.