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Tricarico

Il territorio di Tricarico si estende per 17.691 ettari nella parte settentrionale della provincia al confine con la parte nord-orientale della provincia di Potenza, con un’exclave nella provincia di Potenza: la Serra del Ponte, ove sorge la Toppa Pizzuta. Il territorio si presenta vario nell’altitudine e nel tipo di vegetazione. È a carattere prevalentemente montuoso, con altitudine massima che supera i 1000 m s.l.m. (monte La Pila). Vi sono compresi boschi estesi complessivamente per circa 2.500 ettari e costituiti principalmente da querce e cerri con fitto sottobosco, ad un’altitudine compresa tra i 700 e i 1000 m (di Mantenéra, di Fonti, di Tre Cancelli e di Cupolicchio, oltre ad altri boschi privati, come quelli di Serra del Cedro, di San Marco, di Martone-Carbonara). Tra le contrade di Calle e San Marco, in località Grottone, vegeta una roverella la cui età è stimata in 613 anni[4]. Inserita nell’elenco dei monumenti naturali della Regione (alberi padri), è la più vecchia quercia che si conosca in Lucania (o Basilicata)[5].

L’area urbana comprende il centro storico, diverse aree di recente urbanizzazione (quali i quartieri Santa Maria, San Valentino, Carmine, San Giovanni, Lucano e Appio) e numerose case sparse nelle contrade periurbane e rurali, tra cui la comunità rurale di Borgo di Calle, con circa 200 famiglie dedite ad agricoltura e pastorizia. Dista 52 km da Matera e 48 km da Potenza.

Non si conosce la data della sua fondazione. All’interno dell’attuale perimetro della città sono presenti testimonianze archeologiche datate al VI-V secolo a.C. (ritrovamenti nel rione dei Cappuccini, presso il cinquecentesco monastero di Santa Maria delle Grazie) ma la le prime notizie documentate sulla presenza di un abitato risalgono all’epoca dei longobardi, con la presenza di una cittadella fortificata attestata nell’849. Fu in seguito, tra il IX ed il X secolo, roccaforte araba e successivamente città fortificata (kastron) bizantina. In seguito fu contea della famiglia normanna dei Sanseverino e sede di comestabilia (comando militare). Dal X secolo è sede dell’omonima diocesi. Nel XV secolo vide la presenza di una consistente comunità ebraica e, nel XVI secolo di una comunità albanese, in concomitanza della presenza, alla guida del feudo, di Erina (o Irina) Castriota Scanderbeg, moglie del principe Pietro Antonio Sanseverino e nipote dell’eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. La sua importanza nel XVII secolo è testimoniata dalla menzione, unica città lucana, nella raccolta di stampe e vedute del Theatrum urbium praecipuarum mundi di G. Braun e F. Hogemberg, pubblicata a Colonia tra il 1572 e il 1618. La stampa di Tricarico è del 1605. La moderna Tricarico è una città d’arte che conserva un consistente patrimonio artistico e storico-architettonico ed è sede di uffici e servizi comprensoriali, tra i quali l’Ospedale cui è collegato il Centro di eccellenza della Riabilitazione della Provincia di Matera.

 

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