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alluvione basilicataMarconia, 2013-11-23 – Così il comunicato del comitato Terre Joniche che manifesta tutta la delusione per il servizio della Rai trasmesso su Rai Uno nella trasmissione “La vita in diretta”, sulle alluvioni che hanno devastato la Basilicata fra il Marzo 2011 e l’Ottobre 2013. “ Ieri, venerdi 22 Novembre 2012, fin dalla mattina e per tutto il giorno abbiamo supportato Carmen Di Stasio, l’ottima giornalista della Vita in Diretta, che insieme al consulente Rocco Corsano ed agli operatori espressamente arrivati da Bari, ha girato fra la Puglia e la Basilicata una serie di immagini per documentare lo stato del territorio alluvionato, la condizione di chi è stato colpito, le testimonianze di quanti chiedono risposte e denunciano le responsabilità delle due alluvioni che fra il Marzo 2011 e l’Ottobre 2013 hanno sconvolto le comunità del Ginosino e del Metapontino. Così il comunicato del comitato Terre Joniche che manifesta tutta la delusione per il servizio della Rai sulla alluvione che hanno devastato la Basilicata fra il Marzo 2011 e l’Ottobre 2013.Immagini che erano state montate nel pomeriggio in un bel servizio di un paio di minuti e che avrebbero dovute costituire una parte della finestra sulle alluvioni di Puglia e Basilicata che avrebbero dovuto essere testimoniate dagli interventi in diretta nella piazza gremitissima di Marconia. Un lavoro realizzato con grande professionalità e partecipazione da tutto lo staff RAI arrivato fra di noi per raccontare al meglio la nostrà esperienza e la realtà del territorio.

Eravamo stati invitati, infatti, a partecipare alla trasmissione “La vita in diretta” che metteva in onda uno speciale in occasione del fatto che il Governo Nazionale aveva proclamato il “Lutto Nazionale per le vittime dell’alluvione della Sardegna”. Ci abbiamo lavorato tutto il giorno. Un tam tam di telefonate, annunci radio, comunicati ecc. Ed, infatti alle 18 in Piazza Elettra a Marconia c’erano almento 500 persone, molte altre (non riuscendo a seguire) erano tornate a casa per assistere in diretta alla trasmissione. In piazza oltre noi, i due striscioni del Comitato, il trattore portato a testimoniare la nostra presenza come movimento di agricoltori, tantissima gente, c’era anche un regista arrivato appositamente da Roma, un camion con la regia mobile e l’attrezzatura per il collegamento satellitare, un furgone di supporto, almeno una decina di tecnici.

Abbiamo fatto qualche calcolo e stimiamo che per organizzare il collegamento fra le risorse impegnate in piazza per la diretta e per girare i servizi la mattina, ai cittadini che pagano il canone RAI sarà costato almeno 40.000 Euro.

Risorse importanti per un obiettivo importante; non avremmo sprecato l’occasione. Avremmo testimoniato di due alluvioni cancellate dall’elenco delle alluvioni italiane (persino il servizio andato in onda dallo studio di Roma prima del collegamento con Piazza Elettra le aveva dimenticate), avremmo raccontato come dal 2011 ad oggi fra Basilicata e Puglia ci sono stati 7 morti per le alluvioni, che 550 milioni di Euro di danni al nostro territorio (per il 2011) cui si aggiungono quelli ancora in via di quantizzazione per il 2013 sono per noi un colpo terribile, avremmo rivendicato interventi ed investimenti per la messa in sicurezza di un tratto di Italia che, mentre fornisce ricchezza contribuendo al PIL nazionale con il petrolio e acqua a tanta parte del Sud, essendo attraversato da ben 6 fiumi avrebbe bisogno di investimenti e risposte certe.

Soprattutto, però, avremmo voluto dire cosa pensiamo di come la politica sta rispondendo al dramma delle alluvioni in Italia: avremmo detto con poche e semplici frasi che da tre anni a questa parte ogni alluvione in Italia ha avuto risposte diverse in assenza di una chiara legge nazionale che dica chi e come deve intervenire e rispondere ai problemi, secondo la logica dell’emergenza che lascia alla politica la discrezionalità più assoluta. Discrezionalità che sceglie sulla base di quanto i parlamentari, i membri del governo e i poteri politici locali siano capaci di contrattare e gestire soluzioni “per gli alluvionati di casa propria”. Discrezionalità per cui le alluvioni di Puglia e Basilicata sono state cancellate come non fossero un problema.

Avremmo voluto testimoniare, per esempio, di come a mille giorni di distanza dall’alluvione del 1° Marzo 2011 siamo ancora alle briciole ed all’elemosina che lasciano famiglie e attività nella crisi più nera ed a come a quasi 50 giorni dall’alluvione dell’7 Ottobre 2013 (quattro morti) non abbiamo ancora l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ed alcuna risposta credibile.

Sarebbe stato, cosi, chiaro che nel caos e nel vuoto normativo e, soprattutto, nella colpevole assenza di finanziamenti e piani per la prevenzione e le risposte in caso di alluvione, la velocità con cui il Governo si è riunito in 24 ore per l’alluvione sarda, ha stanziato prime risorse, ha annunciato un ulteriore finanziamento sulla legge di stabilità per l’alluvione sarda di oltre 120 milioni di Euro, ha dichiarato il lutto nazionale per i morti sardi, la dice lunga sulla qualità morale della politica che oggi, ancora una volta, cavalca l’emozione dell’ultimo dramma per nascondere i suoi ritardi e il vuoto di risposte vere.

Avremmo detto ai fratelli e sorelle della Sardegna, in queste ore impegnati a uscire dalla morsa del fango, alla conta dei danni ed a celebrare i funerali delle vittime, che è un film già visto in tante altre zone; certamente lo abbiamo visto noi lucani e pugliesi: quando si seccherà il fango e non saranno arrivate le risposte e mantenute le promesse, arriveranno gli sciacalli, gli usurai insieme all’abbandono ed alla solitudine. Li avremmo invitati all’unità ed a reagire insieme per chiedere con forza: certezze, la messa in sicurezza del territorio, una legge chiara che dia certezze sulla ricostruzione e sui risarcimenti quando ci sono le alluvioni e non lasci i cittadini e le comunità con il cappello in mano della politica.

Niente di tutto questo è stato possibile. Quando ci è stata data la linea per il collegamento ci è stata tolta subito, con appena il tempo di dire “buonasera” e poco più lasciando l’intera Piazza nello sconcerto prima e con più rabbia di prima subito dopo.

La reazione dei cittadini è stata forte, il Sindaco, i Componenti del Comitato che da tre anni sta lavorando per affermare i diritti delle comunità alluvionate, i cittadini intervenuti avevano in bocca solo parole di indignazione, di frustrazione e di vergogna per lo spettacolo cui abbiamo assistito. Spettacolo indegno non solo perchè lo spreco di 40.000 Euro per un minuto in diretta e non poter dire nulla (a che serviva? Bastava una intervista a uno qualsiasi e non sarebbe costata) è vergognoso ma anche perchè l’intero impianto della trasmissione andata in onda lo è. Abbiamo assistito ad una trasmissione alla ricerca “dell’effetto pianto” e pietistico sulla pelle delle comunità colpite con pochissimo spazio a informazioni corrette, senza dare la parola ai cittadini delle aree colpite come la nostra ma preferendo, ancora una volta le passarelle dei ministri.

Una brutta prova di servizio pubblico per cui la RAI farebbe bene a scusarsi in una brutta giornata in cui gli alluvionati sono stati strumentalizzati.

Molti dei cittadini lucani e pugliesi che erano in Piazza a Marconia ieri sera e che, giustamente, si sono sentiti beffati e presi in giro, gridavano che non pagheranno più il canone alla RAI, alcuni di loro minacciavano di non far ripartire i mezzi mandati a sprecare il denaro pubblico. Come dargli torto?

Fra mercoledi e giovedì prossimo una nostra delegazione sarà a Roma insieme agli alluvionati di altre aree del Paese (compresi i sardi) per denunciare alla stampa ed al Parlamento la situazione e restituire lo schiaffo (dato a tutti gli alluvionati d’Italia) per cui qualcuno pensa ci siano alluvioni e morti di serie A da celebrare e di serie B per cui non vale la pena il diritto di parola.”