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Ginestra,2012-09-29 – A 10 anni dalla morte del fotoreporter di guerra-chirurgo plastico, A.Raffaele Ciriello, nato a Venosa da genitori di Ginestra,  in ricordo del suo talento e della sua grande passione, a Codogno, in provincia di Lodi, dove Raffaele Ciriello risiedeva con la moglie Paola e la figlia Carolina, il 29 settembre verrà inaugurata una mostra fotografica dal titolo “I Bambini e la Guerra. Cartoline dall’Inferno”. Ad organizzare questa mostra, il Comune di Codogno, in collaborazione con la locale Pro Loco IAT e con il sostegno della Provincia di Lodi e di sponsor privati, una mostra di scatti del defunto fotoreporter Raffaele Ciriello per ricordare i dieci anni dalla sua uccisione avvenuta a Ramallah, in Palestina. All’inaugurazione fissata per il 29 settembre alle ore 17.00 interverranno i giornalisti Fausto Biloslavo (Il Giornale), Francesco Cito (fotoreporter), Giorgio Fornoni (Report), Gian Micalessin (Il Giornale), Elisabetta Rosaspina (Corriere della Sera) , Elisabetta Burba (Panorama.).L’evento vuole ricordare Raffaele Ciriello e la sua particolare attenzione nei confronti dei bambini, i civili più inermi, che incontrava sui fronti di guerra, per riflettere sulla condizione dell’infanzia negata nel mondo. Raffaele, nell’assurda ferocia di tutti i conflitti che ha documentato, ha sempre cercato nei volti e negli sguardi dei più piccoli il dramma, ma anche l’umanità. Scatto dopo scatto, reportage dopo reportage, i civili e soprattutto i bambini diventano non più solo “anonimi effetti collaterali dei conflitti” ma protagonisti e speranza di un mondo possibile.  “Non so se è vero che i fotografi possano a volte fissare ciò che altrimenti gli altri non riuscirebbero a vedere. Ma ogni volta che leggo di un giornalista o di un fotografo caduti vittime di una granata, o di una pallottola vagante, ritorno alle fotografie che ho scattato, e guardo le persone che ne sono protagoniste. Quando i miei occhi incontrano i loro, mi sembra di capire tutto”. Sono le parole di Raffaele Ciriello, ucciso da un tank israeliano nel marzo del 2002 durante un reportage sul Medio-Oriente, in Palestina. Oggi tutto quello che rimane di lui sono le sue foto. Foto che sprigionano umanità e libertà, oltre alla sua particolare attenzione nei confronti dei bambini, vittime innocenti delle guerre, ma anche protagonisti e speranza di un domani migliore. La mostra resterà aperta fino al 14 ottobre. Anche la Basilicata non ha dimenticato questo suo “figlio”,a dieci anni dalla sua uccisione, i Comuni di San Fele e Rionero in Vulture hanno deliberato l’intitolazione di una piazzetta ed una via a Raffaele Ciriello, mentre il Comune di Barile un giardino pubblico.

Lorenzo Zolfo