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Mentre l’edizione restaurata dell’ultimo film di Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma, continua ad essere programmata al cinema a Bologna e in altre città italiane, il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna ha inaugurato nel capoluogo emiliano la retrospettiva integrale del cinema del poeta-regista con una formula inedita. Al cinema Lumière di Bologna, infatti, non saranno solo programmati tutti i film diretti da Pasolini ma anche quei lungometraggi di autori diversi che hanno una relazione precisa o ideale con il cinema pasoliniano.

pasoliniIn dialettica con Salò, quindi, il Centro Studi Pasolini di Bologna ha curato la rassegna Il cinema della crudeltà, termine coniato da André Bazin (e titolo del volume omonimo di suoi scritti curato da François Truffaut) per descrivere quei film e autori dominati dal “segno”, appunto, della crudeltà, come per esempio Eric von Stroheim, Luis Buñuel e Carl Theodor Dreyer. La prima parte della rassegna è dedicata dunque a quei film che con la loro rappresentazione “crudele” del mondo, possono essere accostati al cinema pasoliniano nell’audacia tematica e stilistica di infrangere e superare i limiti della visibilità. Il primo appuntamento è stato dedicato a Porcile (1969), che Pasolini stesso definiva “atroce e soave” antecedente ideale di Salò con cui condivide l’ambientazione borghese e il feroce sarcasmo. Sono poi seguiti Un Chien andalou (1929) e L’âge d’or (1930), in cui già quarantacinque anni prima di Salò il giovane Buñuel evocava de Sade e il romanzo incompiuto Les 120 journées de Sodome, attribuendo a Gesù Cristo l’identità di uno dei quattro Signori che seviziano e uccidono ragazzi e ragazze innocenti nel loro castello.

Seguirà La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri che affascinò Pasolini
per la “ritualità” dei personaggi, “segno di una contestazione assoluta, che mette in scacco ‘globalmente’ la logica del reale, non ammettendo la possibilità di alcun genere di logica” (Pasolini). Mentre ne I figli della violenza (1950) è Buñuel a raccontare, prima del romanzo Ragazzi di vita (1955), la crudeltà primitiva e pagana delle bidonville messicane in un apologo sulla giovinezza e la corruzione di grande intensità narrativa ed emotiva. Ne L’impero dei sensi (1976) di Nagisa Oshima possiamo individuare un erotismo ossessivo e rituale volto ad una strategia di morte e con TodoModo (1976), Elio Petri ha realizzato un apologo allucinato e visionario sulla degradazione del Potere tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, che racconta un vertiginoso processo di autodistruzione della nomenclatura democristiana e che sembra nascere anche da una riflessione sull’ultimo film pasoliniano.A completare la rassegna due titoli essenziali nella formazione del poeta-regista – La Passione di Giovanna d’Arco (1928) e Dies Irae (1943) di Dreyer, citati più volte da Pasolini come modelli estetici del suo cinema – e Greed (1924), apologo sul Potere e la “rapacità” che da esso scaturisce

firmato von Stroheim.

Integrale Pasolini. Parte I: il cinema della crudeltà
Programma
Sabato 21 novembre
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 20.15
PORCILE
(Italia-Francia/1969) di Pier Paolo Pasolini (98′)
Mercoledì 25 novembre
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 22.30
L’ÂGE D’OR
(Francia/1930) di Luis Buñuel (60′)
segue
UN CHIEN ANDALOU (Francia/1929) di Luis Buñuel (15′)
Giovedì 26 novembre
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 18.00
LA GRANDE ABBUFFATA
(La Grande bouffe, Francia-Italia/1973) di Marco Ferreri (123′)

Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 22.15
L’IMPERO DEI SENSI
(Ai no Korida, Giappone/1976) di Nagisa Oshima (102′)
Venerdì 27 novembre
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 18.00
I FIGLI DELLA VIOLENZA
(Los olvidados, Messico/1950) di Luis Buñuel (85′)

Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 22.30
LA GRANDE ABBUFFATA
(La Grande bouffe, Francia-Italia/1973) di Marco Ferreri (123′)
Sabato 28 novembre
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 18.00
LA PASSIONE DI GIOVANNA D’ARCO
(La Passion de Jeanne d’Arc, Francia/1928) di Carl Th. Dreyer (95′)

Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 22.15
DIES IRAE
(Vredens Dag, Danimarca/1943) di Carl Th. Dreyer (93′)
Domenica 29 novembre
Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 18.00
RAPACITÀ
(Greed, USA/1924) di Erich von Stroheim (140′)

Cinema Lumière – Sala Officinema/Mastroianni 21.15
TODO MODO
(Italia/1976) di Elio Petri (130′)