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Dott. Fedeli  e Dott. Curcio
Dott. Fedeli e Dott. Curcio

Si è svolta a Potenza, venerdì 1° febbraio, presso il Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato, la cerimonia di presentazione della “Carta degli alberi Padri” e della relativa Guida, che ha visto come protagonisti ben 105 alberi monumentali distribuiti su tutto il territorio della Basilicata. É il risultato di un progetto voluto a più mani, dove la parte più pulsante è venuta da Legambiente che, con il suo contagioso entusiasmo, ha coinvolto Istituzioni, Associazioni e cittadini. Un lavoro del genere era stato già avviato nel 1982, come ha sottolineato il Dott. Curcio, Comandante Regionale del Corpo Forestale della Stato per la Regione Basilicata. Tuttavia l’attuale progetto presenta delle novità, tra cui quella legata alla georeferenzazione degli alberi. Pertanto, chiunque voglia rintracciare una pianta, potrà farlo tramite le coordinate che sono disponibili sulla pubblicazione. Competenza, approfondimento e solidarietà, sono stati, dunque, gli ingredienti che hanno permesso la realizzazione di un articolato progetto ma, soprattutto, la partecipazione perché – come ha dichiarato il dott. Pietro Fedeli, direttore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità – “da soli non si va da nessuna parte, il nostro lavoro è sempre bidirezionale, lavoriamo nei confronti delle Istituzioni come pungolo e proprio come le zanzare, benché piccoli, “diamo fastidio”.

c.da fasanoCi siamo rivolti alla popolazione in tante formule, attraverso strategie di marketing moderne, come la pubblicità radiofonica, che ha avuto un impatto notevole sui cittadini e dopo solo un mese sono giunte circa 50 segnalazioni”. Anche il comune di Cancellara ha aderito con entusiasmo all’invito e grazie alla sensibilità di amministratori e dipendenti, sono stati individuati ben 5 esemplari di alberi Padri pluricentenari, tutti appartenenti alla specie “quercus pubescens”. Sono alberi legati alla storia della popolazione perché sono sempre stati utilizzati come punto di riferimento, come riparo o segno di confine. Sono testimoni di tradizioni popolari, racconti e leggende legate alla vita e alla cultura della comunità. È davvero affascinante soffermarsi a pensare quante cose abbiano visto, quante avversità abbiano superato e… chissà quanti misteri nascondono. E così, come ha affermato il Commissario Capo dott. Bagarozza nel corso della cerimonia, “l’obiettivo più importante raggiunto in questo lavoro è stato quello di coinvolgere la popolazione e di ricucire, attraverso l’albero che rappresenta un simbolo vivente, un rapporto interrotto da decenni tra territorio e popolazione, perché la miglior tutela non è mai stata la legge, ma il sentimento, il ricordo, la “devozione” che lega l’uomo alla pianta”.

Franca Caputo