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buchi per terra BolognettiMaurizio Bolognetti, segretario di Radicali lucani e collaboratore di Radio Radicale, torna ad occuparsi degli “effetti collaterali”, non solo ambientali, prodotti dalle attività estrattive in quella che ha definito “Valle dell’Agip” e “Basilicata Saudita”. E’ in uscita, infatti, per le edizioni Reality Book, il volume “Buchi per terra ovvero cinquanta sfumature di greggio”, che nelle prossime settimane sarà disponibile sulle principali librerie on-line.

L’autore, anche attraverso documenti ufficiali delle compagnie petrolifere, dell’Unmig, dell’Arpab e della stessa Regione Basilicata, racconta i costi ambientali connessi alle estrazioni petrolifere e descrive un contesto: “Una Commissione Bicamerale d’Inchiesta sul ciclo dei Rifiuti che tradisce il suo mandato e la sua funzione, licenziando una relazione territoriale sulla Basilicata che è un lungo, ininterrotto omissis sugli effetti collaterali prodotti dalle attività di estrazione idrocarburi.

Una ex Senatrice della Repubblica che giustifica le omissioni, scaricando le responsabilità su magistrati, forze dell’ordine e funzionari pubblici. Magistrati, che nonostante patenti situazioni di incompatibilità ambientale continuano a svolgere il loro servizio presso le Procure lucane. Tutori dell’ordine che oppongono la pistola a una telecamera. Un ex ministro della Repubblica che parla di “buchi per terra” nel tentativo di sminuire l’impatto ambientale delle attività estrattive.

Un inquinamento che non è solo ambientale, ma anche, e forse soprattutto, inquinamento delle coscienze”. Il volume reca le prefazioni di Alessio Falconio(direttore di Radio Radicale) e i testi introduttivi di Maurizio Turco(tesoriere del Partito Radicale), Sergio Tanzarella(Ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale) e Ferdinando Laghi(vice presidente nazionale di Isde Italia).

“Maurizio Bolognetti scrive solo di quel che sa. Non è un tuttologo versatile, capace di adeguarsi al trend di giornata[…]Per sapere usa un metodo ben preciso, quello empirico. Fotografa, filma, raccoglie reperti e li porta ad analizzare, a spese proprie. E poi ascolta, parla con la gente, si confronta, sente esperti. Un lavoro certosino, fatto di eventi. Su quello che ha visto direttamente ci mette la faccia. Sui racconti dei suoi testimoni non si permette mai un “si dice”, mai una fonte anonima, mai una velina[…]Quello che da soli avevamo denunciato grazie al suo lavoro è stato improvvisamente scoperto, perché le fonti giudiziarie comprovano quello che la fonte giornalistica Bolognetti-Radio Radicale aveva già ampiamente provato”. Alessio Falconio, Direttore di Radio Radicale

“La lettura di questo libro di Maurizio Bolognetti mi ha richiamato alla mente più volte la nostra Costituzione italiana, tradita e calpestata proprio da coloro che più di altri hanno mandato per attuarla[…]È contro queste azioni di marketing e di immagine che Maurizio Bolognetti si è impegnato a demistificare e c’è da sperare che la lettura di questo libro aiuti coloro i quali – già da tempo – promuovono nel Mezzogiorno forme di resistenza popolare e dal basso[…]Il libro di Maurizio Bolognetti ha, tra gli altri meriti, la potenzialità di avviare proprio quella rivolta morale di cui scriveva Cederna”. Sergio Tanzarella, Ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale

“In questi anni hai tanto martellato, per usare un eufemismo, sulla Convenzione di Aarhus. Non so quanti oltre agli addetti ai lavori fino ad allora conoscessero, o meglio avessero mai sentito parlare della Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale. La Convenzione che avrebbe dovuto assicurare il diritto dei cittadini a partecipare ai processi decisionali in materia ambientale. Caro Maurizio[…]non ti sei rassegnato, costringendoci a non abbandonarci alla rassegnazione”. Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale

“Maurizio Bolognetti, persona assolutamente scomoda e ruvida, da buon radicale d’annata. Con l’aggravante, non da poco, di essere anche un (bravo) giornalista. E dato che l’indole quella è, per naturale conseguenza il suo giornalismo di inchiesta non poteva non essere – per fortuna- scomodo e ruvido, ma anche molesto, incessante, corrosivo, documentatissimo. Tanto da diventare pericoloso anche per sé, oltre che per tanti, diciamo, “protagonisti” dei suoi articoli. Questa sua inchiesta sul petrolio lucano è un lavoro prezioso per chiunque voglia farsi un’idea di cosa stia succedendo, all’interno di una vicenda tanto torbida quanto intricata, dove è semplicemente impossibile raccapezzarsi se non si viene accompagnati per mano da chi questo ennesimo scandalo della Lucania Felix ha denunciato e documentato fin dall’inizio.

Nella speranza che questa fonte di imperdibili informazioni venga ascoltata e utilizzata fino in fondo anche da chi di dovere…” Ferdinando Laghi, Vice Presidente nazionale Isde