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Antonio Romano
Antonio Romano

Ginestra – “Lo sviluppo di un territorio passa attraverso la valorizzazione delle risorse autoctone” a sostenerlo il dott. Antonio Romano, esperto di marketing, con laurea in sociologia ed economia. Nei mesi scorsi è stato insieme al Prof.Andrea Shundi, Docente Emerito Facoltà Agraria -Univ. Tirana e residente in U.S.A. , Autore del volume Enciclopedico ” E(t)nogastronomia Arbereshe”, ospiti a San Giorgio Albanese (Cs). Ha parlato di come si possano creare motivazioni e risorse nel vulture: “ Io credo che valorizzando le idee che si legano alle energie e alle risorse autoctone, si possano avere dei primi risultati e questo tuo suggerimento va in quella direzione.

Occorre avere in ogni caso un progetto complessivo, un progetto Vulture che sommi il Vino Aglianico, le acque, gli oli, la gastronomia, la bellezza di alcuni luoghi (Sheshi Barile, Cantine grotte di Rapolla, Venosa, Banzi, i laghi, i castelli, la foresta del monte Vulture, Aglianica, Cantinando, la Varola, il Pecorino di Filiano, i comuni arroccati di Forenza e Ripacandida, ecc.), in sintesi un progetto con un brand “VULTURE”, focalizzato nel creare economia, nel creare posti di lavoro, nel creare turismo, nel creare attività, nel creare sinergie e scambio di capitali e cultura.

Occorrerebbe che le istituzioni pubbliche coinvolte (Regione e Comuni) facciano o un grosso passo avanti, coordinandosi in una società mista pubblico privato, o forse meglio, un passo indietro, lasciando ai privati, un equilibrato utilizzo del territorio, delle iniziative, della creazione di un volano di sviluppo che finora il potere pubblico non è stato capace di creare ma bensì, alcune volte, capace di ostacolare. La società Vulturina ha chiara percezione di questo.

Io auspico un modo nuovo di fare progetti pubblici, un modo etico di fare economia, facendo della responsabilità degli organi dello stato il terreno dello sviluppo etico sostenibile e non, come da secoli siamo “educati” e quindi abituati, a sopportare il peso di organi dello stato adibiti al controllo sociale e non adibiti allo sviluppo etico dei territori e delle popolazioni.
In questa logica ben venga il progetto Museo del Vino Aglianico, proposto dal prof.. Andrea Shundi.

Io sarò sempre tra quelli che vogliono fare, tra quelli che fanno, tra quelli che progettano ed eseguono, tra quelli che formano eticamente le menti aggregando valori progressivi, per giungere a una economia umanizzata e quindi a una società felice, preparandoci quindi ad affrontare la roboteconomy o la Teslaeconomy come altri pionieristicamente definiscono la sociopoli del futuro”.