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petrolio2Potenza, 2014-04-07 – Maurizio Bolognetti, della Direzione Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni  ha presentato una interrogazione al ministro dello sviluppo economico Federica Guidi sul futuro delle attività estrattive in Basilicata, manifestando tutto il disagio della  popolazione lucana abbandonata alla sua solitudine e povertà in un territorio snaturato dalla sua reale vocazione agricola e consegnato di fatto alla compagnie minerarie.

Così Bolognetti: “Carissima Ministra, ad oggi il 65% del territorio lucano è vincolato da titoli minerari vigenti e istanze per la concessione di nuovi titoli. In Basilicata, per usare un’infelice espressione dell’ex ministro Romani, si son fatti “buchi per terra” in prossimità di invasi, sorgenti, fiumi, in aree a rischio frana e a rischio sismico, a ridosso di centri abitati e in aree a vocazione agricola. Il costo reale in termini di inquinamento, considerando anche le coperture di cui godono le multinazionali dell’oro nero, lo valuteremo per intero solo quando avranno estratto fino all’ultima goccia di greggio.

Non basta? Ne volete ancora? Gli abitanti delle valli lucane rappresentano un intralcio al disegno di trasformare i 10mila kmq della Lucania infelix in hub petrolifero? Beh, allora deportateci! Consideri però, signora Ministra, che la nostra è ragionevolezza, mentre la vostra è miopia. La miopia di chi non comprende che occorre salvaguardare per le generazioni a venire risorse ben più preziose dell’oro nero. Noi vorremmo tanto che si discutesse del mito dello sviluppo illimitato, di bomba demografica, della necessità di cambiare i nostri paradigmi di riferimento prima di aver ammazzato completamente il nostro pianeta.

Vorremmo un dibattito sulla questione energetica, vorremmo discutere di rottamazione edilizia e della necessità di spianare la strada a un nuovo inizio. Per dirla con il prof. Aldo Loris Rossi, riteniamo indispensabile una “nuova alleanza con la natura”. Dalla nostra riserva – a volte confino, a volte galera – ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi ulteriore concessione. Un no che nasce non dal pregiudizio, ma da attente valutazioni più volte esposte. Se l’inquinamento delle nostre valli fosse solo un inquinamento ambientale e non anche inquinamento delle coscienze e delle “anime”, forse sarebbe perfino pleonastico spiegare ciò che abbiamo più e più volte argomentato.