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Barile, 2012-12-11 -Lo scorso 9 dicembre con la premiazione delle migliori opere si è chiusa nel piccolo centro arbereshe la IV edizione del “Premio Enogenius” dal tiolo: “L’euforia di Dioniso”, concorso internazionale di pittura contemporanea promosso dalla locale Pro Loco e dalla rivista specialistica “In Arte”, in collaborazione con l’Associazione Orme, per celebrare il vino Aglianico del Vulture, un prodotto di eccellenza di Barile. Alla cerimonia di premiazione dei vincitori, avvenuta all’interno di Palazzo Frusci, sede della pro-loco, sono intervenuti, coordinati dalla giornalista Giovanna Russillo, il presidente della Pro Loco di Barile Daniele Bracuto, il direttore editoriale di “In Arte” Angelo Telesca ( ha precisato: “non abbiamo sponsor politici, da 2 anni che siamo presenti in tanti centri lucani a promuovere l’arte), il presidente dell’Associazione Orme Francesco Mastrorizzi e il vicesindaco di Barile Antonio Murano. Ancora una volta il “Premio Enogenius” è riuscito a promuovere a livello nazionale il territorio del Vulture e a dare visibilità alle sue ricchezze, grazie ai notevoli sforzi organizzativi messi in atto dalle associazione coinvolte nell’evento.

A testimonianza di ciò le numerose adesioni giunte da molte regioni d’Italia, a partire dalla Lombardia per arrivare alla Sicilia, ed anche oltre l’Italia, dalla Bulgaria e l’Albania, da parte di artisti che sono venuti a conoscenza delle zone ospitanti la manifestazione attraverso il veicolo della pittura. Elevato, come sempre, è stata il livello artistico delle opere presentate, che hanno dovuto superare una selezione preliminare da parte della giuria, la quale per ogni suo giudizio, compreso quello finale, si è basata su criteri quali la stretta attinenza al tema del concorso – quest’anno “L’euforia di Dioniso” –, la qualità, la ricerca, l’originalità e la contemporaneità. La giuria, formata dai componenti della redazione di “In Arte”, da Francesco Mastrorizzi, presidente dell’associazione Orme e dal critico e giornalista Rai Rino Cardone, ha decretato come vincitrice l’opera intitolata “Il vino, liberazione dei sensi” dell’artista avellinese Marcaurelio Iacolino (in arte Il Colorista), secondo la seguente motivazione: “L’artista ha saputo trasmettere, attraverso pochi e significativi elementi, l’idea di energia e di slancio euforico dei sensi che caratterizza l’ebbrezza dionisiaca. L’esplosione cromatica che scaturisce dal calice di vino è una chiara manifestazione di forza istintiva, vitalità, follia, passione, esaltazione, e rimanda anche alla perdita di stabilità e di misura che può derivare dall’eccesso. Il valore dell’opera è accresciuto, in termini di materiali impiegati, dall’eleganza e dalla preziosità del color oro.”Seconda classificata l’opera “Verde vino” di Sara Di Costanzo (Cava de’ Tirreni – SA), apprezzata per il valore semantico assegnato ai colori: “il rosso esalta la vitalità, il verde celebra, in maniera simbolica, la forza della natura e la fecondità, di cui Dioniso è l’interprete mitologico per antonomasia”.

Al terzo posto il dipinto “In vino hilaritas” di Irene Albano (Pisticci – MT), che ha saputo richiamare il tema del concorso attraverso “un moderno ilare Dioniso, che ben esprime l’irrazionalità e la caduta di ogni freno inibitorio, rappresentato, grazie ad una sagace citazione, dall’autoritratto ridente del pittore cinese Yue Minjun”. Sono state segnalate, inoltre, le opere realizzate da Linda Angelini (Pignola – PZ), Giuseppe Genna (Campobello di Mazara – TP), Antonio Telesca (Potenza) e Anna Mazza (Bari). Premiati, infine, Salvatore Malvasi di Barile (PZ), grazie ai voti della giuria popolare, e di nuovo Linda Angelini, cui è andato il riconoscimento speciale da parte degli utenti di Facebook iscritti alla pagina In Arte e pro-loco Barile. Il vincitore Marcaurelio Iacolino ha riferito: “ sono stato 20 giorni a pensare cosa produrre per questo concorso. l’arte resta sempre una forma di apprendimento. Dipingo con l’interiorità e non con l’estetica. Non metto mai soggetti nelle mie opere. L’oro è il mio simbolo preferito. Il mio attrezzo è la spatola, in questo modo ho delineato il calice e poi ho utilizzato la malta.Il quadro è nato da un’estrazione mentale”.
Lorenzo Zolfo