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Barile – Donato Michele Mazzeo, ex assessore del Comune di Barile dell’IDV, ritorna sull’argomento elezioni comunali di Rapolla, sulla vicenda che ha coinvolto il programma della lista che sostiene l’attuale Sindaco. Ecco il commento di Donato Michele Mazzeo:  “E’ alla ribalta della stampa nazionale (quasi come quell’uscita a mò di sfottò al Sistema-Partiti della Lista “La Pagnotta” , venuta incredibilmente fuori nella tenzone elettorale di Maschito) il copia-incolla del Programma elettorale di Rapolla (di cui ampiamente ed in tutta obiettività ha stigmatizzato la strana vicenda la Collega Alessia Giammaria, nei giorni scorsi, sulle  colonne del Quotidiano della Basilicata). E bene ha scritto ieri il direttore P.Leporace , la pezza (l’invito a Gheri –sindaco di Scandicci a scendere al sud vulturino per una pizza popolare, è ormai, a sua insaputa,  famosissimo ovunque ed in Basilicata pure !) è peggiore del “buco” . 
Che c’azzecca l’avanzata realtà demografica, storico-culturale, economica, imprenditoriale, ambientale della già rossa Toscana e di Scandicci-Firenze , con un “comprensorio eno-oleario già DOCG” minacciato sottovento dall’incipiente senilizzazione degli agricoltori , oltre che dal profumo inebriante e salutare di zagare e lamponi che viene dagli inceneritori della zona (Fenice , uno per tutti !!!) e le montagne d’immondizia che incombono ovunque sulle nostre campagne “già” verdi ???
E’ un “madornale” lapsus , secondo chi scrive, che può essere venuto ad un PD nazionale, regionale, locale “auto-referenziale” quasi “Monarchico” sull’onda dell’autosufficienza, dell’arrogante gestione assoluta del potere e dei poteri (senza dare conto a nessuno, anche se talvolta accade che, alla fine del romanzo, il “Re è nudo”).
Per non dire del “cumulo” di cariche istituzionali a tutta birra che il candidato Sindaco del PD ( o di parte di esso) ha collezionato nel tempo (vds. Profilo su FB) .
Ed ecco che ci sovviene il proverbio popolare, la saggezza antica , che ribadisce in una delle tante varianti “ tanto va la gatta al mulino che s’infarina!”.
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae Donato Michele Mazzeo