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Barile, 2012-11-20 – Presso il Palazzo Frusci, sede della pro-loco, si è tenuto un interessantissimo convegno dal titolo: “Feci un gran giro nel Sud, da solo…Pasolini e la Basilicata” Ad organizzare questo evento il Lions Club Potenza Host, in collaborazione con la pro-loco di Barile.  Un contributo a questo regista ed intellettuale ancora attualissimo che ha preferito la Basilicata (Barile e Matera) ad Israele per girare il famoso film: ” Il Vangelo secondo Matteo” del 1964. Dopo i saluti del presidente Lions Club Potenza, Antonio Lopizzi (Pasolini ha prodotto qualcosa di concreto per la Basilicata, testimoniando la realtà di quel tempo), dl Sindaco di Barile, dott. Giuseppe Mecca (è un onore  raccogliere testimonianze su chi ha dato risalto al nostro paese), del presidente della pro-loco, Daniele Bracuto ( la pro-loco il prossimo 27 dicembre sarà a Matera a mettere in scena “la strage degli innocenti” di Pasolini) e di Maurizio Caccavo (dal 2006 la nostra associazione è impegnata a valorizzare il parco urbano delle cantine, location del film di Pasolini ed a promuovere un premio alla sua memoria), componente dell’associazione Sisma, hanno portato un contributo su Pasolini.

A fungere da moderatore il giornalista Rai Rocco Brancati: “non ho conosciuto Pasolini. Della Basilicata disse, dopo Levi e Scotellaro c’è aria di vigilia per questa regione. Pasolini preferì la Basilicata a Gerusalemme per girare il suo film perché rappresentava meglio il senso epico-lirico della sua ricerca. Ho conosciuto il personaggio del Cristo, Enrique Irazoqui che mi rivelò, la gente di Baerile mi fermava per strada per chiedermi un miracolo!  Tra i relatori, Il poeta Antonio Avenoso ha tracciato gli aspetti poetici del film “Il Vangelo secondo Matteo”: “il film è un rifacimento molto fedele del Vangelo secondo Matteo, nessun cambiamento testuale fu apportato. Il pensiero pasoliniano, non partiva dalla volontà di polemizzare su dogmatismi o miti, ma poeticamente intravedeva la visione del sacro, l’idea della morte, uno dei temi fondamentali dell’impegno intellettuale del poeta. Pasolini affida ad un linguaggio sonoro raffinato tutte le vicende più significative narrate. (la vita di Gesù,la nascita, Erode, il Battesimo di Giovanni, l’incontro con gli Apostoli, la diffusione della Parola di Dio, sino alla morte e alla risurrezione) Conoscendo la sua sensibilità, il ricorso alla bachiana Passione secondo Matteo è quasi d’obbligo. Ma, in particolare, alla morte di Gesù, egli associa la Musica funebre massonica. Una delle più alte creazioni di Mozart, nessuna titanica lotta contro il destino inevitabile.

Ho trovato straordinarie le parole che lo scrittore dice del suo Vangelo: “avrei potuto dissacrare la reale citazione storica, i rapporti tra Pilato ed Erode, avrei potuto dissacrare la figura di Cristo mitizzata dal Romanticismo, dal Cattolicesimo e dalla controriforma, dissacrare tutto, ma poi, come avrei potuto dissacrare la morte?. Il problema che non posso dissacrare è quel tanto di profondamente irrazionale, e quindi in qualche modo religioso, che è nel mistero del mondo. Quello non è dissacrabile”. In Pasolini vi è davvero il sogno di un’arte chiamata poesia, e vi è sempre la capacità di essere poeta nel pieno senso del termine. Il Cristo è una figura umana più che divina. Un Cristo in cui al “porgi l’altra guancia”-messaggio di per sé rivoluzionario- si unisce la rabbia contro relazioni improntate all’ipocrisia e alla falsità. Non poteva essere Israele, un paese moderno, il set del film. I luoghi della vita di Gesù dovevano essere diversi, poveri ed essenziali, come erano appunto, Barile e la Lucania di quegli anni. Nella convinzione che qui,meglio che altrove, potesse emergere la verità, e con la verità la poesia, che c’è nelle pagine del Vangelo. Oggi, come al tempo del Vangelo di Pasolini, c’è un bisogno di essenzialità, di semplicità che la nostra terra continua a comunicarci. E credo che questo sia un sentimento da tenere vivo: rispettandola, la nostra terra, e valorizzandone con cura i suoi frutti”. L’altro relatore, il prof. Angelo Larotonda ha parlato di Pasolini ed il suo raporto con la Basilicata: “

Ho avuto modo di conoscere Pasolini a Roma a casa sua nel 1965, dove abbiamo scambiato alcune battute sulla Basilicata, ecco il suo concetto su questa regione: “terra umile, dove crescono in un paesaggio sensuale e di affamati, ma di pura riserva di vita, splendidi ulivi e ginestre in cui sopravvivono gli ultimi, gli innocenti. Questo giudizio scatenò l’ira di un parlamentare lucano, S.Pagliuca originario di Muro Lucano che lo denunciò, vincendo anche la causa”. Tra le testimonianze, Domenico Notarangelo di Matera che ha collaborato con Rosi e Pasolini anche alla stesura dei testi del film Il Vangelo secondo Matteo, oltre ad aver impersonato la  figura del centurione: “ mi rincuora parlare di un’antica memoria luminosa. Quando Pasolini venne a Matera mi chiese di 50 comparse per il suo film. Queste comparse, che dovevano impersonare Farisei e Sacerdoti, li trovai nella sezione del PCI. Durante le pause, Pasolini era attorniato da giovani che volevano conoscere il suo pensiero. Pasolini li rimproverava di fare poco per i Sassi, che andavano ristrutturati e consegnati al mondo contadino.

A Matera abbiamo costituito l’associazione “Pasolini” e fatto intitolare la sala consiliare del Comune a lui, ad Enrique Irazoqui gli abbiamo dato la cittadinanza onoraria. In progetto abbiamo l’idea di realizzare una teca in bronzo di Pasolini nella Murgia San Vito, dove furono girate le scene della Crocifissione. Chiedo al Lions Club di Potenza di farsi carico”. Il prof. Donato Mazzeo di Barile, direttore della rivista BasilicatArbereshe, ha chiuso gli interventi: “ alla Sorbonne di Parigi con Rocco Brancati abbiamo avuto modo di presentare il volume Cristo  è nato a Barile. Dopo 43 anni siamo riusciti a far venire a Barile  Enrique Irazoqui il Cristo del film di Pasolini e Margherita Caruso, la Madonna giovane. Il prossimo 24 e 25 novembre, come pro-loco, saremo a Chieri (To) dove con il contributo dell’associazione Vatrarbreshe, presieduta dal maschiano Vincenzo Cucci, sarà intitolata una strada al principe Skandrbeg”. Le conclusioni affidate al presidente della zona 19 L.C. Marcantonio Paciello: “abbiamo rivissuto una stupenda atmosfera pasoliniana. Prenderemo in seria considerazione con tutti i Lions Club di Basilicata la proposta di Notarangelo di realizzare una teca in bronzo a Matera nel luogo dove girò il film”. Una visita alle cantine Paternoster per degustare l’aglianico doc del vulture, ha concluso questa giornata pasoliniana.

Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono il tavolo dei relatori