CONDIVIDI
Barile Innocenzio spegne le candeline
Barile- Donato  Innocenzio spegne le candeline

Barile (PZ), 2014-03-19 – Con una solenne celebrazione è stato festeggiato dall’amministrazione comunale e le cittadinanza lo scorso 17 marzo, Donato Innocenzio per il raggiungimento del secolo di vita. Donato Innocenzio, Croce al merito di Guerra, ha percorso a piedi il tratto di strada che dalla sua abitazione, Via Nazionale Rapolla, conduceva al centro sociale “don Domenico Telesca”, accompagnato da amministratori e cittadini e dal suono di un improvvisato complesso musicale. Il Sindaco, dott. Giuseppe Mecca gli ha consegnato una pergamena: “ pensando ai vostri 100 anni provo emozione,perché Voi avete attraversato le vicende tristi e felici di un secolo della nostra storia.Vi siete certamente risparmiato,avete vissuto in anni in cui erano richieste fatiche e sacrifici per vivere e crescere dignitosamente la famiglia. In questo voi lo avete realizzato ottimamente e oggi siete ricambiato dall’affetto e dalle attenzioni dei vostri cari e rappresentate un prezioso patrimonio di tradizioni e di valori umani, che sono da sempre alla base della nostra comunità.

Affettuosi auguri e tanta felicità”, ed una targa: “ all’illustrissimo Cavaliere della Repubblica, Donato Innocenzio che con la sua lunga vita dedicata al lavoro e alla famiglia, rappresenta un fulgido esempio per la nostra comunità e le nuove generazioni”. Il presidente dell’associazione “Identità Lucana”, l’avv.-giornalista, Gennaro Grimolizzi ha aggiunto: “ è un giorno di festa per Barile. Raggiungere un secolo di vita non è da tutti. La storia di Donato è quasi avventurosa, partito da militare prima a Potenza e poi a Bari, viene mobilitato in Libia. Gli inglesi  lo fanno progioniero, insieme ad altri 600 mila italiani, e deportato in India. Dopo tre anni di prigionia viene trasferito in Australia, a sidney, dove riman e altri 3 anni a guerra finita, nel 1947 col premio: Croce al merito di guerra.

La sua vicenda umana: è stato un marito fedele, gioviale, concordia e rispetto hanno contraddistinto il suo cammino. Sei stato un testimone vivente del 20° secolo”. L’avv. Grimolizzi gli ha letto una poesia “Se”del 1895 di Rudyard Kipling: “…se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune. E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce, E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio senza mai far parola della tua perdita. Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, e a tenere duro quando in te non c’è più nulla, se non la volontà che dice loro: “ Tenete duro”.

L’intervento di Michele Pastore, presidente dell’associazione nazionale Mutilati-Invalidi di Guerra della sezione di Melfi e di Enrico Canadà hanno esaltato la missione di Donato Innocenzio, prima come militare, poi come prigioniero e deportato, senza perdere mai il controllo delle sue azioni con la consegna di targhe. Il nipote Saverio Innocenzio, giunto da Milano, ha esaltato la figura di Innocenzio: “persona semplice, fino a diventare patrimonio di tutto il paese”. Ha letto telegrammi di congratulazioni giunte dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dall’ex presidente del Governo, Massimo D’Alema e dal segretario nazionale del PSI Nencini. Il giornalista e scrittore Emilio D’Andrea ha concluso gli interventi: “ ha fatto mille mestieri, facendosi voler bene da tutti. La solidarietà ed un cuore buono e generoso, lo hanno accompagnato nella sua vita”. E’ seguito un ricco buffet con il tradizionale taglio della torta ed i fuochi pirotecnici a segnare il secolo di vita di Donato Innocenzio.