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Barile l'editore col prof. Donato Mazzeo studioso della lingua arbereshe
Barile l’editore col prof. Donato Mazzeo studioso della lingua arbereshe

Barile – L’iniziativa enogastronomica tenutasi a Barile nei giorni 17 e 18 settembre ha avuto il suo angolo di cultura con la presentazione del libro di Alban Kraja “Skanderbeg :La campagna d’Italia”promosso da Daniele Bracuto, presidente della Proloco di Barile e coordinato dalla docente dell’Istituto Comprensivo di Barile: Maria Carmela Di Lonardo non nuova a questo tipo di iniziative culturali che coinvolgono anche la scuola.Il libro, portato in Italia dal suo editore, Fabrizio Rutigliano, descrive in modo dettagliato il carattere e il coraggio dell’eroe albanese attraverso racconti di avventure e battaglie, naturalmente senza tralasciare altri aspetti come: fede, amore, fedeltà e amicizia.

Eroe nazionale degli albanesi, tra i più illustri condottieri e uomini d’arme del 1400, in Albania per trent’anni tenne testa all’impero ottomano all’apice della loro potenza, impedendo al più potente imperatore ottomano Maometto II la conquista di Roma e l’avanzamento progressivo ottomano verso l’Europa occidentale. Fu considerato da Papa Calisto III “Atleta Christi” e da Pio II “Difensore della fede e della civiltà occidentale”.

Ospiti della serata il Sindaco di Barile Antonio Murano, il presidente dell’Unpli Proloco-Barile Rocco Franciosa e il maestro di fisarmonica Gerardo Placido che ha intervallato gli ospiti con brani nostalgici. Bellissime le poesie declamate dagli alunni della scuola di Barile:Gloria D’Andrea e Cristian Grimolizzi che in lingua madre arbereshe hanno deliziato i presenti.

Durante l’incontro la moderatrice Maria Carmela Di Lonardo ha fatto omaggio del libro prodotto dall’I. C. di Barile sulla tutela e valorizzazione della cultura arbreshe “ L’Arbreshe: la nostra storia” un percorso formativo che da anni la scuola di Barile porta avanti e che l’ins. Di Lonardo ne fa da promotrice, ottenendo successi a livello nazionale.

L’editore Rutigliano ha spiegato perché le lingue madri, in questo mondo globalizzato hanno ancora ragione di esistere: “ stiamo attraversando un momento storico particolare in questa fase di globalizzazione, dove il rischio di perdere le proprie radici culturali è molto alto. Oggi, il popolo occidentale si sente minacciato da tante invasioni di migranti, e proprio per questo, è giusto auto vaccinarsi e quale può essere il vaccino? Quello di mantenere vive le proprie radici. Quindi, ben venga l’accoglienza, ma altrettanto giusto rimanere guardinghi verso le ingerenze dovute alla globalizzazione”.