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Barile Attliio CorrubiaBarile, 2014-02-04 – Mercoledì 5 febbraio presso il centro sociale “don Domenico Telesca” ore 15, il piccolo centro arbereshe ricorda un proprio eroe, Attlio Corrubia, Tenente GdF, Medaglio D’Oro al Valor Militare.Impiccato dai Tedeschi ad Epidauro (Grecia) durante la II guerra mondiale. Per l’occasione l’amministrazione comunale apporrà la Medaglia d’Oro sul Labario dell’Istituto Nazionale “Nastro Azzurro” (ha il compito di ravvivare il ricordo degli eroismi compiuti ed accoglie i Decorati al Valor Militare) da parte del Comandante Regione Basilicata della Guardia di Finanza. Proprio vicino al centro sociale del centro arbereshe, l’amministrazione comunale ha intestato una via al Tenente Attilio Corrubia. Nato nel 1918, conseguito gli studi ginnasiali, nel 1939 interrompe gli studi di Giurisprudenza all’Università di Bari, perchè era stato ammesso al Corso allievi ufficiali dell’Accademia della Guardia di Finanza. Ne era uscito nel settembre del 1941 con la nomina a sottotenente, destinato al V Battaglione della GdF mobilitato in Grecia e nel Peloponneso. Il 1° settembre 1943, pochi giorni prima dell’armistizio, Corrubbia era stato promosso tenente e l’8 settembre 1943 non esitò a passare con i partigiani greci che combattevano contro i tedeschi.

Impegnato, con altri militari italiani, nel Battaglione partigiano greco “Elios” – operante a Kalavrita e che sul finire di dicembre si spostò nella zona di Arafarà –Abele. Il 19 gennaio 1944 il tenente Corrubia finì per essere catturato dai tedeschi. Dopo quattro giorni di duri interrogatori, durante i quali l’ufficiale della GdF rifiutò di fornire notizie utili per la cattura degli altri partigiani della formazione, Corrubia fu impiccato sulla piazza di (Eghion) Epidauro. La motivazione della massima ricompensa al valor militare concessa alla sua memoria dice: “Aiutante maggiore di battaglione dislocato nel Peloponneso, riusciva a sottrarsi all’atto dell’armistizio alla cattura da parte delle truppe tedesche e si aggregava a banda partigiana greca, seguendone la rischiosa attività.

Catturato in seguito a delazione e sottoposto a sevizie, si rifiutava di fornire qualsiasi elemento che potesse giovare al nemico. Condannato a morte mediante impiccagione, affrontava la prova suprema con intrepida fierezza ed ardimentosa serenità”. La serenità con la quale affrontò il supplizio ed il suo eroico contegno tenuto durante le torture e dopo la sentenza di morte, destarono l’ammirazione dello stesso nemico. Nel 2004, nel sessantesimo anniversario del sacrificio dell’intrepido ufficiale della Finanza, a Lauria (PZ) la sede dell’attuale Comando Compagnia è stata intitolata a suo nome. A lui è intitolata, inoltre, la motovedetta della Guardia di Finanza (serie III).

Lorenzo Zolfo