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Barile Nicola Faregna

Barile, 2013-08-15 – Tutta la comunità arbereshe si è stretta attorno ai familiari di Nicola Faregna, improvvisamente deceduto lo scorso 13 agosto all’ospedale di Potenza, dopo essere stato colpito da un ictus mentre lavorava nel suo ufficio, patronato Encal e del Caf. Una persona che ha lasciato dei ricordi indelebili nella cittadina arbereshe, ha fondato, insieme a tanti amici, il centro Anziani. I funerali si sono svolti nel pomeriggio del 14 agosto nella chiesa madre Santa Maria delle Grazie gremita di tanta gente, alcuni dai centri limitrofi, che ha voluto salutare l’amico Nicola. La santa officiata da don Felice, coadiuvato da don Tommy e don Giuseppe. Nell’omelia, don Felice ha ricordato la figura di Nicola: “ la parola di Dio ci viene in incontro in questo momento triste. La storia umana di Nicola la conosciamo tutti, il suo incommensurabile impegno nel sociale con un cuore ed una sensibilità grande. Per questo motivo ho desiderato leggere il brano delle Beatitudini. Cordiale con tutti, li considerava tutti uguali. L’ho conosciuto personalmente in esperienze religiose, nei pellegrinaggi a Fatima e Lourdes. Nicola è stato una persona profondamente religiosa e lo deduco dai tanti discorsi fatti con lui. Il suo cuore e la sua anima segnati da una profonda fede.

Il suo cuore batteva e viveva per gli altri, tutto il paese si rivolgeva a lui, per la sua competenza in tanti settori, nel disbrigo di pratiche.Nella semplicità più assoluta ha trasmesso il senso del bene, oggi lui è già davanti a Dio. Da questo momento è chiamato all’Eternità. Nicola prega per coloro che vacillano nella fede, rimani per sempre u nostro amico”. Il prof. Franco Arnau, dirigente scolastico, a nome dei tanti amici ha aggiunto: “ nel bilancio della tua vita terrenza hai dato tanto e ricevuto poco. Sei stato un grande uomo delle Istituzioni, ti sei sempre dichiarato ed impegnato per il prossimo. Non ho mai sentito nei tuoi discorsi un atteggiamento di rancore verso gli altri, un insegnamento fondamentale di democrazia e di rispetto delle persone. Ci mancherai”.

Lorenzo Zolfo