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Barile tumact me tulez gli organizzatori con Gerardo Caputi
Barile tumact me tulez gli organizzatori con Gerardo Caputi

Barile, 2013-10-30 – L’antico centro Arbereshe, anche quest’anno, ha offerto a cittadini e visitatori il gustoso e profumato piatto tramandato nei secoli dai progenitori albanesi: Tumatc me Tulez (tagliatelle mollicate). Una ricetta semplice e genuina della cosiddetta “cucina povera” e contadina, che esalta i naturali sapori della terra e cattura anche i palati più difficili ed esigenti ( preparata dall’associazione cuochi del Melfese). A promuovere l’attesa manifestazione enogastronomica barilese, che chiude gli appuntamenti autunnali vulturini di tal genere, dopo le più rinomate sagre di Melfi e Rapolla, è stata la dinamica ProLoco presieduta dall’ottimo Daniele Bracuto, col supporto e la sponsorizzazione dell’Amministrazione Comunale, (presente il vice Sindaco Antonio Murano e l’assessore ala cultura, Sabrina Gagliardi, ed il Sindaco di Rapolla, Michele Sonnessa).Un’intensa due giorni, che grazie alle favorevoli condizioni del clima quasi estivo, ha favorito un considerevole afflusso di pubblico e di qualificate presenze, proveniente anche dai centri limitrofi.

Fra i vari stand di prodotti tipici, vino Aglianico e fumanti caldarroste, sono state allestite interessanti mostre pittoriche e scultoree ( ad opera di artisti locali, tra questi Antonio Volonnino e Salvatori Malvasi e e della zona), insieme a simposi poetici, librari ( presentazione del libro: “Dal Campanile al Cielo del giornalista locale Gennaro Grimolizzi) e filmografici ( interessante è stata la presentazione nella sede della pro-loco, palazzo Frusci,del film-documentario di Gerardo Caputi, dal titolo: “La Basilicata nel cinema, il se e l’altro da se” con scene dei film più conosciuti girati nella nostra regione: Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, L’albero di Guernica di Arabal; The Passion di Mel Gibson;La Lupa del 1953 di A.Lattuada; Il Demonio di Rondi; “Del perduto Amore” di M.Placido; “Io non ho paura” di Salvatores; “Un giorno della vita” di Papasso; Basilicata coast to coast” di Papaleo) a cui non è mancato il prezioso contributo dell’instancabile artista barilota Antonio Volonnino, che ha curato una mostra di pittura, scultura ed artigianato con artisti locali.

” La novità di questa edizione- riferisce il giornalista ed ex consigliere regionale, Emilio D’Andrea- è stata quella di valorizzare, fra l’altro, un suggestivo scorcio del centro storico, l’antico rione San Nicola, per la felicità dei pochi residenti rimasti in zona e la curiosità dei tanti visitatori, endogeni e forestieri, affascinati dalle strette stradine, la bellissima Chiesa ( portata in risalto grazie all’affresco “L’Annunciazione” di Girolamo, allievo del Pietrafesa) e le vecchie case del borgo ( alcune immortalate ancora oggi con epigrafi, che testimoniano la presenza di profughi arbereshe, come il tenente Alessio Mesuca).

Ad allietare le due ricche serate, diversi complessi musicali come gli etnofolk “Ista Manera”, la piccola orchestra “Aizamm ‘a Voce”, il duo jazz/fusion “Tiziano Cillis-Sergio Leopardi” e il concerto conclusivo degli intramontabili e sempre più magici “Angeli della Notte”. L’unica nota dolente, forse, l’aver dislocato su due fronti non proprio contigui l’intera manifestazione, disorientando un tantino il pubblico e lasciando ad intermittenza una piazza piena a discapito dell’altra. Per l’anno prossimo sicuramente gli attenti e oculati organizzatori correranno ai ripari, magari celebrando il primo giorno a San Nicola ed il secondo in Largo Garibaldi. Comunque è stato un grande successo ed una buona prova di entusiasmo, coinvolgimento e vitale operosità. Ad maiora semper!”.

Lorenzo Zolfo