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Barile.Celebrazione diocesana del Corpus Domini
Barile.Celebrazione diocesana del Corpus Domini

Barile (PZ), 2014-06-20 – Lo scorso 19 giugno nella Chiesa madre Santa Maria delle Grazie si è celebrata la giornata diocesana del Corpus Domini. A presiedere il Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa,padre Gianfranco Todisco, assistito dal Vescovo Emerito di Brindisi-Oria, don Rocco Talucci e dai sacerdoti della Diocesi. Hanno partecipato gli amministratori comunali (Sindaco Antonio Murano), le Confraternite di Barile, Venosa ( la più numerosa),Lavello, Melfi, Rionero, Rapone, Forenza e le parrocchie di Ripacandida,Maschito e Ginestra.Il Vescovo durante l’omelia ha detto: ” A nome di tutta la famiglia diocesana ringrazio don Tommaso Garzia per le parole di benvenuto, e la comunità di Barile, che accoglie quest’anno la celebrazione diocesana del Corpus Domini.Come è ormai tradizione, anticipiamo ad oggi la festa della comunione tra tutti i cristiani e tra i cristiani e Gesù, che ha lasciato la sua presenza viva nella Chiesa, sotto le specie del pane e del vino. Senza la celebrazione eucaristica non si può vivere, e senza comunione tra i cristiani non si dà vera testimonianza cristiana.

Da decenni, la Chiesa si sta preoccupando della poca o “rachitica” crescita spirituale di tanti suoi figli, promuovendo una nuova evangelizzazione, con slancio missionario, perché si ravvivi nei cristiani il gusto della fede, si riaccenda l’ entusiasmo della testimonianza, accompagnata dalla gioia di condividere l’amore di Gesù, capace di contagiare chi ci sta accanto. La Parola ascoltata ci ricorda la necessità di non separarci mai da lui, di nutrirci del suo corpo e del suo sangue, cibo di vita eterna; Gesù è l’alimento indispensabile che ci sostiene e incoraggia quando il nostro cammino di vita diventa un deserto abitato da “serpenti velenosi e scorpioni” che inquinano la fede, oppure si riduce a “terra assetata e senz’acqua” quando anneghiamo nel mare di vizi e di gratificazioni illusorie, incapaci di darci la vera felicità e la gioia piena.

Dobbiamo ammettere che abbiamo perso la creatività nell’azione pastorale: ci limitiamo al collaudato cliscé di attività svolte “automaticamente”, “vissute male, senza le motivazioni adeguate, senza una spiritualità che permei l’azione e la renda desiderabile”. “Così prende forma”, ci mette in guardia Papa Francesco “la più grande minaccia, che « è il grigio pragmatismo della vita quotidiana della Chiesa, nel quale tutto apparentemente procede nella normalità, mentre in realtà la fede si va logorando e degenerando nella meschinità ». Si sviluppa la psicologia della tomba, che poco a poco trasforma i cristiani in mummie da museo”         (EG 83).

Chiediamo, con intensa preghiera al Padre, che l’Eucaristia faccia di noi un solo corpo, una sola famiglia in Cristo Gesù, accompagnati dalla presenza amorosa di Maria, madre della Chiesa, perché il mondo creda che siamo gioiosi e coraggiosi discepoli del Signore Gesù”. E’ seguita una processione per le vie del paese. La sosta in alcune piazze è servita a pregare per i sacerdoti, gli operatori pastorali, gli anziani, gli ammalati ed i sofferenti.In piazza C.A.Dalla Chiesa c’è stata la benedizione del Vescovo: “Questa sera Gesù entra nei nostri cuori,perdona i nostri peccati e portiamo a casa la presenza dell’amore di Gesù in mezzo a noi”. La festa diocesana si è conclusa con un buffet.