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Banzi, 2013-08-17 – Nel piccolo centro dell’Alto-Bradano domani 18 agosto con il Corteo Storico della “Venuta di Papa Urbano II”si concludono le celebrazioni rievocative della nascita di questo paese. Banzi è il protocenobio benedettino in terra lucana. E’ il primo insediamento benedettino in Basilicata. Sorge sulle rovine dell’antica Bantia che nel II secolo a. C. fu elevata a Municipium romano, la cui giurisdizione si estendeva su una vasta zona. Molte sono, infatti, le tracce romane: dai blocchi di marmo, alle iscrizioni in latino che fanno parte integrante del complesso abbaziale, inoltre, con il rinvenimento del Templum Auguraculum, di una Domus di grande dimensione e di un nucleo di Terme Pubbliche proprio accanto all’Abbazia rendono certa l’ipotesi che per l’impianto medievale sia stato scelto proprio il centro della città romana.

Papa Urbano II (1088-1099), che vuole incoraggiare la diffusione del rito latino con l’aiuto dell’ordine dei benedettini e limitare l’influenza del clero di rito greco, è a Banzi nel 1089, nell’Abbazia benedettina di Santa Maria. Lo accompagnano 32 vescovi ed è accolto dai due potenti eredi di Roberto il Guiscardo: i principi Ruggero Borsa e Boemondo.

Naturalmente i 32 vescovi, provenienti da lontane diocesi, non sono arrivati tutti insieme nello stesso giorno dell’arrivo del Papa, né è pensabile che tutti i Conti normanni, con i loro ufficiali e le loro truppe, possano essere giunti contemporaneamente. L’arrivo è necessariamente graduale e certamente graduale sarà stata la partenza. Cosa sono venuti a fare?

Sono venuti per discutere concordare linee comuni, accordi diplomatici tra Chiesa e Principi. Proprio in quell’anno, si è alla vigilia del Concilio che si terrà a distanza di poche settimane, a settembre, a Melfi. Dopo i giorni dell’arrivo, durante i quali, il 24 agosto, Urbano II consacrerà la Chiesa Badiale a Santa Maria, seguono i giorni di discussione e, infine, quelli della partenza. Il tempo complessivo della permanenza si può ragionevolmente indicare tra le due e le tre settimane. Il periodo normanno fu fiorente e ricco per l’abbazia: divenne un centro molto importante e i principi Normanni la protessero dalle spoliazioni e dalle invasioni di conti e baroni ostili. Con donazioni ne accrebbero di molto i possedimenti, che si estendevano oltre la regione lucana, fin nella Calabria e nel Salento.

Le manifestazioni rievocative che sono in fase di svolgimento a Banzi in questo mese di agosto vogliono ricordare quegli anni e quella storia che ebbe il Papa della prima crociata, ospite per un paio di settimane del protocenobio dei benedettini in terra lucana. Il Comune di Banzi e la Pro Loco “Amici di Ursone” , all’interno di un cartello ne di iniziative di grande qualità, presentano tre eventi straordinari tutti svolti nello scenario del protocenobio benedettino. Il Convivium Medii Aevi è una cena medioevale svolto in Largo Urbano II. Ambientazione, costumi, sapori, musici e artisti di strada faranno di una serata con gli amici una di quelle da mettere tra gli annali. Si è svolta l’8 e il 9 agosto facendo il pieno di prenotazioni e dando appuntamento alle manifestazioni successive ai tanti che non hanno potuto vivere direttamente una esperienza di buona convivialità, di una atmosfera unica allietata da musici, artisti circensi e di ottima cucina. La Cavalcata dei Normanni del 17 agosto ha rievocato l’arrivo a Banzi dei principi Boemonto e Ruggero Borsa, i figli del Guiscardo, con la corte normanna che arrivano in S. Maria per accogliere degnamente Papa Urbano II.

Sono stati predisposti nel paese accampamenti, e Amici di Ursone insieme all’associazione dei Cavalieri di Bianca Lancia di Lagopesole hanno allestito una giostra e dei combattimenti presso lo stadio comunale bantino. E per ultimo l’evento del 18 agosto:“La Venuta di Urbano II” conclude le manifestazioni medioevali. E’ con un corteo storico con tanti figuranti, con le drammatizzazioni che pur essendo ambientate nel medioevo parlano tanto dell’oggi, con la vestizione del Papa e con i sui discorsi vi aspetta in uno spettacolo suggestivo e interessante. Una rievocazione che parla al cuore e alla testa.

Lorenzo Zolfo