Sono quello che più ti ha assomigliato
dovrei ancora uccidere un uomo
come te senza volerlo.
Ma spero che non ce ne sia bisogno
perché la galera per un motivo o per l’altro
è la stessa e l’ho fatta.
E come te, uscito come un panno
nuovo dal bucato,
me ne sono andato dal paese
a quell’estero che mi era aperto
nelle varie città italiane.
Tu a Patterson, ti vedo, alla mia età
soffrivi la vanità del sacrificio
proprio come me ora, e te ne tornasti.
Comprasti però la vigna e sopraelevasti una casa
e avesti bottega e comando.
Io sento la pena del tuo ritorno
del tuo carcere che durò nella bottega.
Ho poi imparato, in più di te,
che i fatti maturano da soli
e so che saranno disgrazie
inevitabili, come la tua morte
avvenuta proprio quando forse dovevi metterti a riposare
con una gamba sull’altra campando
sul lavoro dei figli.

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