Home Artisti Lucani Poeti Nicola Berardi

Nicola Berardi

Contadino e poeta

Nacque a Stigliano (Matera)nel 1881. Fu secondo dei dodici figli di Giosuè,contadino che possedeva sulle pendici del monte Serra una estensione di terra sufficiente per avvezzare i propri figli al lavoro dei campi. Il piccolo Nicola ebbe la prima istruzione dai maestri elementari del paese,ai quali dimostrò di possedere una spiccata intelligenza.La sua vita non è ricca di episodi esterni;si sa che fu sul Carso durante la prima guerra mondiale:dai confini d’Italia indirizzò alla madre un sonetto,scritto su una cartolina illustrata,secondo quanto ci dichiara la sorella più giovane,Mariantonia,che ricorda ancora il componimento a memoria.

In giovanissima età aveva amato una fanciulla, di cui i parenti ricordano ancora il nome,certamente è questa che era ancora viva nel ricordo degli ultimi anni di vita,come la donna amata che torna in sogno al poeta innamorato,che aveva perduto con la morte della fanciulla lo stimolo a più virtuosi impegni e a più nobili realizzazioni.Per lei il Berardi dovette comporre alcune liriche piene di accorato rimpianto. Nel 1906 tuttavia sposò una donna di notevole fascino,che però a quanto si dice,non apprezzava molto la inclinazione letteraria del marito;ragioni di incomprensioni e di incompatibilità di carattere misero il Berardi nella necessità di separarsi di fatto dalla moglie.Tale avvenimento incise profondamente sull’indole dell’uomo,che da buono diventò indocile,da allegro e amante della vita divenne scontroso,malinconico e pieno di ipocondria,per vincere la quale si dette al bere.

Non era fuor dell’ordinario,nel periodo che va dal 1928 al 1946,anno della morte,vederlo aggirarsi per le strade del paese,in preda ai fumi del vino,traballando e reggendosi con difficoltà sulle gambe,e recitare versi di sua composizione o di grandi autori della letteratura nazionale. Oggi pochi lo ricordano a Stigliano,o se lo ricordano,è per deriderne il vizio e le abitudini,o per commiserarne la morte che lo colse nel gelo di una fredda sera d’inverno,il 10 gennaio 1946,mentre forse ubriaco cercava di raggiungere a stento la sua casetta sulla falda del monte Serra,arrancando su per la stradina ciottolosa e aspra.

Eppure Nicola Berardi merita una onorevole menzione e un giusto posto nella memoria dei suoi concittadini e di quanti vogliono indagare la vita culturale del passato ancorchè recente.Lo stesso Berardi si definisce,contadino e poeta,dapprima egli afferma di essere stato attratto dal cantore della Gerusalemme Liberata;quindi di aver letto l’Orlando il Furioso e i versi del Marino;divenuto più maturo,d’essersi accostato alla Divina Commedia e al Canzoniere del Petrarca.La sete sempre inappagata di letture lo spinse ad interessarsi del Decamerone,dell’Alfieri tragico,dell’opera del Monti,del Parini,del Foscolo,del Manzoni,del Leopardi,del Giusti e dell’Aleardi.

Fonte … professor Benito Durago