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John Giorno

John Giorno

Inseriamo John Giorno tra i poeti lucani perchè senza dubbo,il poeta non ha mai dimenticato la sua terra di origine,la Basilicata,John, infatti ha ideato “Nine poems in Basilicata”girato dal regista indipendente (ed ideatore del Potenza Film Festival) Antonello Faretta. Il film è uno svolgimento di poesia in nove “frames”, ogni capitolo è passaggio e sosta in terra lucana. Da Tursi ad Aliano a Brienza, da Craco a Castelmezzano a Lagopesole, passando per Montescaglioso, Tricarico e Venosa. Un transito in cui il poeta enuncia il suo canto affilato che “addenta i sensi”, e cerca di ritrovare l’anima, lo spirito della terra da cui partirono agli inizi del secolo scorso alcuni suoi avi (originari di Aliano) per raggiungere il nuovo continente.

John Giorno è nato nel 1936 e si può considerare come il più grande innovatore della Performance Poetry, come colui che ha elevato lo Spoken Word ad alta forma d’arte. Figura tra le più influenti nel panorama della poesia del ventesimo secolo, la sua carriera si estende per oltre quarant’anni. I lavori di John Giorno, gli scritti, le incisioni e le performance, hanno cambiato il modo in cui il mondo vede la poesia.Di origini italiane,la sua famiglia lo rifiuta perché è gay. Nel 1968 ha fondato il Giorno Poetry System Institute, una struttura destinata a promuovere lo sviluppo della comunicazione tra poeti e pubblico.Nel 1969 ha avviato, presso il Modern Art Museum di New York ed in numerose altre sedi, un servizio denominato Dial-A-Poem, attraverso il quale, componendo alcuni numeri telefonici, era possibile ascoltare cinque minuti di poesia.

Un’interessante iniziativa parallela a questa è stata Dial-A-Poem Poets, una vera e propria “rivista orale” costituita da una collana di dischi in vinile che presentava, tra l’altro, il meglio del panorama internazionale della poesia sonora.Ha realizzato programmi radiofonici, tra i quali “WPAX”, trasmesso da Radio Hanoi durante la guerra del Vietnam. Ha pubblicato versi su scatole di fiammiferi, magliette, tendine da finestra, tavolette di cioccolata.È una delle figure più innovative che ha influenzato la poesia del ventesimo secolo. Il suo lavoro (scritto, registrato e presentato in performance) ha per sempre cambiato il modo di vedere la poesia. Il suo più recente libro You got to burne to shine (Per Risplendere Devi Bruciare, City Light, Firenze 1998) offre i dettagli delle sue intime memorie personali, includendo (fra l’altro) la storia della sua relazione con Andy Warhol, del suo animato incontro sessuale con Keith Haring e pensieri sull’interpretazione della morte nel Buddismo Tibetano nell’età dell’AIDS. Nel 1965 ha fondato “Giorno Poetry Sistems”. Nel 1968 ha creato “Dial-A-Poem” innovando l’uso del telefono per le comunicazioni di massa, sostanzialemente tramite la lettura di poesia via telefono. La “Giorno Poetry Sistems” ha prodotto più di quaranta lp e cd di poeti e artisti multimediali, video e films. Tra questi ultimi nel 1985, con la regia di Ron Mann, Giorno realizza il film “Poetry in Motion”, un saggio sul lavoro di alcuni dei maggiori poeti contemporanei.

John Giorno
John Giorno

La pellicola raccoglie le performances di molti autori, permettendo al pubblico di non apprezzarne solo le parole ma di capirne anche l’intensità e l’emozionalità tramite l’interpretazione. Tra gli autori che hanno preso parte a questo progetto, oltre a Giorno, ci sono Amiri Baraka, Charles Bukowski, William S. Burroughs, John Cage, Allen Ginsberg, Michael Ondaatje, Ed Sanders, Gary Snyder e Tom Waits.Performer di notevole impatto sul pubblico per la sua presenza scenica e le sue qualità vocali, svolge anche attività di attore. Nel 1963 ha lavorato nel film di Andy Warhol Sleep; nel 1971 ha girato il suo September on Jessore Road, al quale prendeva parte il poeta Allen Ginsberg, uno dei padri della Beat generation. Nel 1982 ha lavorato nel film di Ron Mann Poetry in motion.Ha pubblicato numerosi libri di poesia.Nel 2007 interpreta il film cult Nine Poems in Basilicata diretto da Antonello Faretta basato sulle sue poesie ed interamente girato nella sua terra di origine.John Giorno vive a New York, NY
Nel 1958, si è laureato alla Columbia University, New York, NY, BA

Ultimi Progetti

Anno 2005 John Giorno entra a far parte del progetto S-Volta Celeste di Valter Boj, artista di Albisola (SV) realizzato nell’arco di tre anni con la produzione di 150.000 stelle eseguite in argilla e dipinte in ossido di cobalto. Ognuna di esse è opera unica dell’artista. Sono coinvolti l’artista-poeta Claudio Pozzani, il maestro Gian Piero Reverberi ed il poeta-performance John Giorno.
Il progetto è internazionale con installazioni poesie dipinti musica che vedrà i 4 artisti impegnati per un percorso di 4 anni nelle città più importanti del mondoNegli anni Sessanta era “il poeta che lavora come agente di cambio”. Adesso John Giorno alterna l’ attivita’ poetica . l’ ultima raccolta, “You Got To Burn To Shine”, racconta gli incontri con i maestri della Pop Art . al teatro, alla pruduzione dei cd di Laurie Anderson, Patty Smith, Cabaret Voltaire, all’ impegno nella lotta contro l’ Aids.

Giorno a Roma partecipa ad uno spettacolo diretto da Erica Bilder che comprende due atti unici di Samuel Beckett, “Cascando” ed “Eh Joe”, in scena al Teatro dell’ Angelo.Il primo e’ un radiodramma al quale gli spettatori assistono rinchiusi in una grande scatola nera. Nella seconda parte, il poeta statunitense veste i panni di Joe, “un uomo anziano, intorno alla sessantina, al termine della sua vita, solo in una stanza” che ripercorre la propria esistenza declamata dalla voce fuori campo della Bilder. “John non dice una parola . spiega la regista olandese cresciuta al Mickery Theater di Amsterdam, nascosto in un stanza del teatro viene ripreso da una videocamera che trasmette le immagini su un grande schermo”.”Ho cinquantanoveanni e sono un uomo felice . dice ..Certo la mia vita non e’ semplice ed il mondo e’ pieno di sofferenza. Io, pero’ , cerco di guardare oltre, grazie al buddismo ho lavorato sui veleni della mia mente”.Alla fine degli anni ‘ 50 hoincontrato a un party i profeti della “Beat generation”, Kerouac, Ginsberg, Corso, Ferlinghetti. “Da allora comincio’ la mia amicizia con Ginsberg e Burroughs, con il quale ha vissuto per molto tempo. Ero ancora uno studente quando un amico mi regalo’ “The Howl” e tre spinelli.Quando lessi quel libro cominciai a piangere e a urlare. Ginsberg era riuscito a cogliere il profondo malessere giovanile, l’ impossibilita’ di mantenere i contatti con la realta’ .

Negli anni ‘ 50 non c’ erano molte possibilita’ di sopravvivere: o eri un alcolizzato, oppure ti suicidavi”.Giorno non e’ entusiasta del progetto di Coppola che vuole produrre un film tratto da “On the road” di Jack Kerouac. “Stiamo assistendo alla commercializzazione di un fenomeno. Le personalita’ di Ginsberg, Corso, Ferlinghetti, Borroughs e Kerouac, messe insieme non arrivano a quello che oggi e’ diventata la Beat generation.Quegli anni sono ormai un prodotto per fare soldi, si ristampano libri e si vendono magliette alla stregua della merce di un supermercato”. Non si e’ risparmiato nessuna esperienza Giorno: “Le ho provate tutte: dall’ alcol agli spinelli, droghe leggere e pesanti. Sono omosessuale e ho fatto sesso con chi capitava. Oggi mi sento un miracolato perche’ non sono sieropositivo. A New York dedico almeno un’ ora al giorno ai malati di Aids, dieci anni fa ho creato una piccola associazione che, grazie alle donazioni, offre un aiuto monetario a queste persone. Sono piccole somme che risolvono i problemi quotidiani come l’ affitto, le bollette della luce e del telefono”

“Nine poems in Basilicata”, il film girato dal regista indipendente (ed ideatore del Potenza Film Festival) Antonello Farettacon un unico protagonista, lo statunitense John Giorno, uno dei pochi nomi di punta della beat generation rimasti ancora in vita e che il suo compianto compagno William Burroughs definì “il primo poeta pop”. Il film è uno svolgimento di poesia in nove “frames”, ogni capitolo è passaggio e sosta in terra lucana. Da Tursi ad Aliano a Brienza, da Craco a Castelmezzano a Lagopesole, passando per Montescaglioso, Tricarico e Venosa. Un transito in cui il poeta enuncia il suo canto affilato che “addenta i sensi”, e cerca di ritrovare l’anima, lo spirito della terra da cui partirono agli inizi del secolo scorso alcuni suoi avi (originari di Aliano) per raggiungere il nuovo continente.

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