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Vincenza Spiridione

Vincenza Spiridione nasce a Barile, paese della Basilicata in provincia di Potenza, da cui si allontana prima per motivi di studio e poi di lavoro. Completa studi classici e di diritto ma conserva la passione per l’arte e la scrittura che la accompagnano fin dall’adolescenza. Laureata a Bari, si perfeziona a Roma in scultura, pittura moderna e pittura antica.Dal disegno passa dapprima alla pittura figurativa realizzando opere ora di genere fantastico-surreale ora astratto-concreto, quindi, dopo aver sperimentato la scultura, raggiunge maggiore sintesi espressiva “concettuale”. Nella scultura come nella pittura rappresenta la propria visione della realtà attraverso un personale linguaggio figurativo che le consente di sintetizzare le forme, di plasmare la materia assecondandone potenzialità e caratteristiche.  Le abilità tecniche e le qualità artistiche possedute, nella consapevolezza dell’immediatezza e trascendenza del messaggio informale, costituiscono il mezzo per la proposizione di un messaggio che risulta spesso essenziale e si avvale alle volte di simboli riconoscibili che obbligano l’osservatore a spostare lo sguardo oltre la cruda realtà. Il percorso seguito lascia presupporre una profonda tensione al superamento di ogni condizionamento o limite concettuale, per la trasformazione costruttiva dell’esistente, in un discorso che pone il concreto vivere quotidiano sempre in primo piano, con l’anelito di attraversarlo ed oltrepassarlo nutrendosi di quasi magiche percezioni. Da una prospettiva storico-filosofica, anche in relazione al lavoro di scrittura che Vincenza Spiridione svolge con altrettanta passione, si può parlare di “realismo magico” laddove la capacità dell’artista di affondare nell’anatomia dei corpi materiali e della mente – entrambi àmbiti per lei oggetto costante di studio – per la crescita interiore individuale e collettiva, attraverso l’elaborazione di esperienze di vita, storia, pensiero, fa sì che le sue opere siano cariche di spiritualità. Osservando i corpi trasformati, distorti, piegati, schiacciati, carichi di vita che ritroviamo nelle sculture come nelle tele, siano esse drammatiche o ironiche, sembra quasi che la materia diventi spirito